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22 ottobre 2021, Aggiornato alle 15,14
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Shipping, la sfida ambientale è la quarta rivoluzione industriale

Da qui al 2050 le emissioni di CO2 del settore marittimo dovranno dimezzarsi. Una sfida tecnologica e politica. Se ne discute a Napoli alla decima edizione di Shipping and the Law


«Stiamo entrando nella quarta rivoluzione industriale che è diversa dalle precedenti perché si basa anche sulla comunicazione e connettività oltre che sulla tecnologia. Sono tante le sfide che ci attendono, a partire dall'enorme cambiamento delle regole sulle emissioni di gennaio 2020 che ci porta sulla strada del 2050, quando il settore del commercio marittimo si è impegnato a dimezzare le proprie emissioni di CO2». È lo scenario descritto da Esben Poulsson, presidente dell'International Chamber of Shipping, l'associazione mondiale degli armatori, in apertura della decima edizione di Shipping and the Law, che anche quest'anno ha raccolto a Napoli, al Maschio Angioino, il gotha del settore marittimo globale.    

Poulsson ha anche sottolineato la scelta indicata dall'Onu di istituire delle grandi aree marine protette negli oceani e che «le sfide sull'ambiente coinvolgono non solo gli armatori, ma anche i porti e dobbiamo chiederci cosa fare dal punto di vista infrastrutturale. Se vogliamo arrivare pronti alla deadline del 2050 non abbiamo tempo da perdere». 

Il tema dell'ambiente è centrale nell'edizione 2019 di Shipping and the Law, come evidenzia Francesco Saverio Lauro, avvocato marittimista e organizzatore dell'evento: «Il mondo dello shipping ha tre orizzonti: da gennaio 2020 c'è l'abbattimento delle emissioni di zolfo, al 2030 bisogna guardare ai cambiamenti dello scenario economico mondiale che ci illustra qui a Napoli Hamish McRae, futurologo e professore a Oxford,  mentre nel 2050 c'è l'obiettivo di dimezzare le emissioni del comparto. Su questo lavoriamo al nostro forum  di Napoli per sviluppare soluzioni, sapendo che non tutte le idee coincidono ma che da questo dibattito nascono elementi di novità per la capacità dell'industria marittima di affrontare le sfide. L'ambiente è oggi un tema centrale per questo abbiamo mostrato qui a shipping anche l'intero discorso di Greta».  

Una sfida subito raccolta dall'armatore Emauele Grimaldi che ha annunciato la produzione di nuove navi che rispetteranno l'aria delle città portuali spegnendo i motori quando sono attraccate e dicendo stop alle colonne di fumo che si alzano dalle navi in porto: «Abbiamo ordinato - spiega l'armatore - 12 nuove navi e 5 car carrier. Le car carrier sono le più efficienti mai costruite, possono portare tra le sette e le ottomila auto e consumano quanto le navi da 1,500 auto, quindi fino a cinque volte più efficienti. I traghetti in produzione sono invece tra i primi ibridi al mondo, con una potenza di batterie molto alta che gli permette di stare in porto a emissioni zero grazie agli shaft, alberi di trasmissione sul motore principale chee prelevano i picchi di potenza ricaricando le batterie. Quando arriva in porto, quindi, la nave può spegnere completamente i motori e avere tutta l'elettricità necessaria dalle batterie, che peraltro si ricaricano quando la nave tramte pannelli solari. Avremo presto alcune delle navi più avanzate al mondo ed è un orgoglio napoletano». 

La pressione globale per la lotta ai cambiamenti climatici ha coinvolto anche il settore marittimo italiano, anche con i rischi connessi, come ha spiegato Mario Mattioli, presidente di Confitarma: «Utilizzare carburanti che hanno un tenore di zolfo dello 0,5 per cento, rispetto al limite precedente del 3,5 per cento, significa una riduzione della componente solforosa dell'85 per cento. Caleranno le emissioni ma gli armatori dovranno usare anche carburanti più costosi e non ancora del tutto testati, un minimo di preoccupazione c'è nel settore. Anche per questo molti armatori stanno guardando al gas naturale liquefatto, che ha meno emissioni dannose. Ma si stanno sviluppando anche navi a batteria, che si caricano durante il viaggio e quando entrano nei porti hanno zero emissioni usando l'elettricità accumulata. L'impegno c'è, anche se ricordo sempre che ogni tonnellata di merce trasportata via mare emette molto meno che se fosse trasportata via aereo, ferrovia o su gomma».

Sfide forti arrivano anche sulla sicurezza, come ha sottolineato Claes Berglund, presidente eletto dell'European Community Shipwoners' Association: «Veniamo da un'estate in cui molte navi commerciali hanno subito attacchi e sono state fermate o deviate dai governi di alcuni Paesi per questioni politiche. Queste azioni non possono essere tollerate e le istituzioni europee devono essere in prima linea per proteggere le navi».

Shipping anche the Law proseguirà domani al Maschio Angiono con la seconda giornata dedicata a "The Shock of the New: Maritime InfrastructureFit for the Future": che si aprirà con una riflessione sul futuro delle infrastrutture portuali, con interventi di Francesco di Majo, presidente dell'Autorità di sistema portuale del Tirreno centro-settentrionale; di Pietro Spirito, presidente dell'Autorità di sistema portuale del Tirreno centrale; e di Umberto Masucci, presidente della F2i Holding Portuale. 

La sessione finale, The Shock of the New, Legal Responses: AI, Future Fuels, Brexit and Others esaminerà le evoluzioni legali del settore ma anche i problemi connessi alla svolta imminente del "sulphur cap", il limite alle emissioni di zolfo varate dall'International Maritime Organization e che le navi dovranno rispettare da gennaio 2020. L'argomento sarà introdotto da un keynote speech del prof. Mans Jacobsson, storico direttore degli International Oil PollutionCompensation (IOPC) Funds, che tratterà il tema delle sfide legali poste dalle navi senza equipaggi. La tavola rotonda, presieduta da Clive Aston, past president dell'associazione degli arbitri londinesi LMAA e da Jonathan Lux, mediatore, arbitro e barrister, vedrà i contributi di James Leabeater QC,barrister di 4 Pump Court, che introdurrà l'argomento legato alle sfide legali derivanti dalla Brexit e di Tiejha Smyth, deputy director (FD&D) di North of England P&I Association, che affronterà il tema delle nuove sfide derivanti dal nuovo Sulphur Cap, e gli interventi di: Giorgio Berlingieri, presidente dell'Associazione Italiana di Diritto marittimo; di Bruno Castellini, partner di Jones Day; di Mark Clough QC, dello Studio Legale Lauro; di David McInnes, partner di BDM Law; di Robert Mayer di SMIT e di David Pitlarge, partner di Hill Dickinson LLP.

Tag: ambiente