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26 febbraio 2021, Aggiornato alle 23,32
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Politiche marittime

L'appello del cluster marittimo: "Istituiamo al più presto il ministero del Mare"

Propeller, Federazione del Mare e Assiterminal sottolineano l'urgente necessità di un organismo di coordinamento per le politiche di settore


Una maggiore incisività amministrativa, una strategia condivisa e coordinata di sviluppo e di gestione delle criticità, un ruolo di guida e riferimento per le politiche comunitarie. Secondo numerosi esponenti del cluster marittimo, questi ed altri obiettivi potrebbero essere meglio perseguiti con l'istituzione in Italia di un ministero del Mare che, considerata l'importanza del settore per l'economia nazionale, potrebbe essere uno strumento di equilibrio e crescita per tutto il sistema Paese.

L'appello del The International Propeller Clubs
Umberto Masucci, presidente nazionale del The International Propeller Clubs, chiede con forza l'istituzione di un ministero del Mare e sollecita tutte le associazioni del cluster perché si uniscano in questa richiesta alla politica. "L'Italia - spiega - ha più di 8.000 chilometri di costa al centro del Mediterraneo a fronte di 60 milioni di abitanti. In Cina vivono oltre un miliardo e 400 milioni di persone con una costa di 14.000 chilometri: basterebbe questo dato per evidenziare in modo plastico l'importanza del mare nel nostro paese. Non può non esserci un dicastero dedicato ad un settore così vitale per il nostro Paese".

Masucci ritiene che l'Italia possa ricoprire un ruolo di guida e di riferimento per l'Unione Europea valorizzando le conoscenze e facendo del Mediterraneo un centro per rilanciare trasporto, turismo, risorse sottomarine, pesca, industria, gestione integrata delle coste e degli spazi marittimi. Specificando che il mare deve essere inteso globalmente come rilancio dell'intera economia secondo un approccio culturale diverso, in una visione olistica integrata e sostenibile, il presidente dei Propeller Clubs italiani ha osservato inoltre che alla portualità italiana serve una visione d'insieme dove le interconnessioni tra porti, reti stradali e ferroviarie, supportate da un adeguato sistema di logistica integrata ed innovativa, rivestano un ruolo determinante, anche attraverso lo sviluppo della cosiddetta "smart logistic".

Federazione del Mare 
L'esortazione rivolta al governo dal presidente del The International Propeller Clubs è pienamente condivisa e appoggiata dalla Federazione del Mare. "Siamo consapevoli - ha dichiarato Mario Mattioli, presidente della Federazione del Mare e di Confitarma ‐ di come possa risultare complesso in questo momento valutare le istanze dei numerosi comparti della nostra economia. Cionondimeno, il mondo del mare ritiene che proprio in momenti di cambiamento come questi possano essere colte importanti opportunità per salvaguardare gli interessi del Paese in un settore d'importanza strategica quale è quello marittimo".

Mattioli sottolinea che il settore del mare è costituito da trasporti marittimi, cantieristica, pesca, nautica da diporto, porti e terminal industria delle estrazioni, ricerca e tutela del territorio, oltre alle attività connesse dell'indotto, quali assicurazioni, intermediazione, servizi logistici, scuole nautiche nonché attività sportive e ricreative. "Un mondo che annualmente produce beni e servizi per un valore di 34 miliardi di euro (2% del PIL) ed acquista presso le altre branche dell'economia forniture per 20 miliardi di euro, fornendo occupazione a 530mila persone".

"Il cluster marittimo chiede dunque con forza – conclude Mattioli – che venga costituita un'efficace sede di coordinamento politico-amministrativo dedicata alle attività marittime: ministero del Mare o dipartimento dedicato della Presidenza del Consiglio, comunque una struttura che sappia mettere a sistema la gestione dell'intero cluster marittimo, i cui aspetti sono oggi dispersi tra diverse amministrazioni, con danni certi per lo sviluppo loro e dell'Italia, leggendo e innovando la passata tradizione del ministero della Marina mercantile, oggi ridotto ad un'unica direzione ministeriale".

Assiterminal
Sulla stessa lunghezza d'onda Alessandro Ferrari, direttore di Assiterminal. "Gli appelli e le riflessioni che si stanno riproponendo da parte del Propeller e della Federazione del Mare – afferma – rientrano nel solco della migliore espressione dell'unità di vision del composito cluster della blue economy: l'economia del mare (in senso lato) o della logistica dei trasporti (se vogliamo dare un'accezione più sistemica alle dinamiche produttive del settore che cerca di riemergere agli onori delle cronache e dell'attenzione politica e programmatica del Paese) necessiterebbe di una maggiore incisività anche amministrativa (e di conseguenza di un efficacia nella pianificazione e attuazione di misure concrete di sviluppo) da parte del governo".

"Concentrarsi sull'istituzione di una governance istituzionale ad hoc – aggiunge Ferrari – non è né una velleità, né una suggestione: dovrebbe essere un'esigenza concreta e strategica del sistema Italia anche per meglio "mettere a terra" le opportunità del NGEU e le mission di prospettiva in esso contenute. Probabilmente la "Politica" riuscirebbe su questo tema anche a dare una lettura non cencelliana cogliendo nel contesto attuale questa opportunità: e come spesso accade, l'obiettivo non si realizza necessariamente attraverso un percorso funzionale a "quale strumento" ma attraverso una chiara consapevolezza e volontà di realizzare un progetto con una sua chiare visione e una mission: mettere al centro delle priorità lo sviluppo di un comparto strategico per il sistema produttivo italiano qual è il nostro! Ciascuno di noi (intesi come parte integrante del cluster) necessita di semplificazione normativa, di individuare chiaramente quali sono gli interlocutori decisionali e di un sistema di regole trasparenti e uniformi, di sviluppare sinergicamente i processi di digitalizzazione, di avere un sistema di norme sul lavoro e sulla formazione che promuovano lo sviluppo, di una razionalizzazione dell'articolato fiscale (solo per citare alcuni asset) dipanando la rete dei decisori e dei soggetti attuatori".