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28 ottobre 2020, Aggiornato alle 21,53
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Logistica

Laghezza, Confetra: "La Liguria non dimentichi il porto di La Spezia"

Altri scali godono di investimenti importanti e di una maggiore attenzione politica

Alessandro Laghezza

Non dimentichiamo il porto di La Spezia. Lo chiede con forza Alessandro Laghezza, presidente di Confetra Liguria, secondo il quale la perdita di centralità dello scalo ligure sarebbe una perdita per tutto il sistema paese. A metà degli anni '90, ricorda Laghezza, il porto di La Spezia era il primo porto del Mediterraneo per movimentazione container e rappresentava, grazie all'efficiente collaborazione fra pubblico e privato, il modello di sviluppo della portualità Italiana. Da allora numerosi primati si sono succeduti, dai record di efficienza per metro quadro a quelli relativi alla percentuale di traffico intermodale, ma il piano regolatore portuale, che doveva prevedere lo sviluppo in banchine e infrastrutture non è stato mai completato così come si sono interrotti gli investimenti sul fondamentale asse ferroviario Tirreno/Brennero, che connette il porto con il proprio hinterland naturale.

Nell'attuale scenario di importante rilancio di scali storici quali Genova/Savona, Livorno e Trieste, il porto di La Spezia rischia di perdere la propria centralità nel sistema logistico nazionale, a favore di porti che godono di investimenti molto importanti e di una ben maggiore visibilità e attenzione politica.  Laghezza ritiene che il porto di La Spezia si trovi oggi a un vero e proprio punto di svolta. Da un lato, la necessità di un immediato sblocco degli investimenti sulle banchine e dei dragaggi, nonché del potenziamento di un'infrastruttura strategica, quale la ferrovia Pontremolese, dall'altro la necessità di disporre al più presto di una guida salda e autorevole ai vertici dell'Autorità di Sistema Portuale, nel segno della continuità e del necessario sviluppo. Questa esigenza si inserisce in una fase politica ed economica fondamentale, che vedrà nel corretto impiego delle risorse del recovery fund l'elemento centrale per il rilancio del sistema Italia ed in particolare del sistema infrastrutturale e logistico, che può diventare elemento trainante per la crescita del Paese.

"Non possiamo neppure pensare – sottolinea Laghezza – che sia sufficiente in questo momento gestire l'ordinaria amministrazione; oggi il porto di La Spezia deve ritrovare la spinta, unica ed eccezionale, degli anni novanta e riconfigurarsi come centrale nel sistema portuale e logistico del Paese, avviando immediatamente quegli investimenti pubblici e privati da troppo tempo fermi al palo ed indispensabili per garantirne la competitività nel medio lungo termine".
 

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