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10 agosto 2022, Aggiornato alle 19,39
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La percezione sballata dell'economia del Mezzogiorno. Confetra sollecita il governo

Il distaccamento territoriale della confederazione logistica aderente al CNEL invia alla ministra Carfagna un documento programmatico in vista del Piano nazionale di ripresa e resilienza

(N i c o l a/Flickr)

a cura di Paolo Bosso

Raggiungere o spostarsi dal Sud Italia, per le persone e le merci, è diventato estremamente complicato ed economicamente poco competitivo, spesso addirittura impossibile. E questo non è un problema del Mezzogiorno, è un problema dell'Italia che così si ritrova zoppa, non si sviluppa. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) dovrebbe essere l'occasione per colmare questa lacuna, altrimenti il rischio è quello di strutturare un'Italia a due velocità. Lo scrivono in un documento congiunto - inviato alla ministra per il Sud, Mara Cargagna - gli esperti di logistica di Confetra Mezzogiorno, ovvero il coordinatore Domenico de Crescenzo insieme ai responsabili per la Campania, Ermanno Giamberini, la Sicilia, Mauro Nicosia, e la Puglia, Felice Panaro. L'elaborato mette nero su bianco un primo appuntamento in webinar tenutosi il 16 marzo, organizzato sempre da Confetra.

Il nodo è la ripartizione dei fondi del PNRR, da consegnare a Bruxelles entro aprile. Un megafondo di oltre 200 miliardi per l'Italia che permetterebbe di recuperare il gap infrastrutturale tra Settentrione e Meridione. Attualmente lo squilibrio è forte, scrivono gli imprenditori e gli analisti di Confetra, nei collegamenti stradali, tra gli hub logistici, nelle connessioni intermodali, ma soprattutto sulle ferrovie, molto carenti al Sud. «Va risvegliata l'attenzione delle istituzioni e dell'opinione pubblica sull'opportunità costituta dal PNRR», afferma Giamberini, secondo il quale «sarebbe "delittuoso" sprecare questa occasione, magari finanziando l'ennesima grande opera di dubbia utilità ai fini dello sviluppo economico del Mezzogiorno».

È anche un problema di percezione che si ha verso Mezzogiorno. Per ogni euro investito al Sud si genera valore aggiunto nazionale per 1,30 euro, di cui ne beneficia principalmente il Nord per effetto dei consumi e della distribuzione della popolazione. Il Mezzogiorno esporta tante merci verso l'estero e importa – al netto della pandemia – tanto turismo. Due asset fondamentali che occorre rafforzare in una logica internazionale, mentre l'ultima bozza del PNRR relega il Sud a un ruolo anacronisticamente localizzato, mediterraneo, il che non corrisponde alla realtà dei fatti, dove le imprese locali esportano storicamente negli Stati Uniti e in Germania, per esempio.

Dopo aver fotografato la condizione economica delle regioni del Meridione tramite il Pil, gli occupati e gli emigrati, il documento passa in rassegna una serie di proposte suddivise in quattro categorie: ferrovie, trasporto aereo, viabilità e porti.

Leggi il documento di Confetra Mezzogiorno

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