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23 maggio 2024, Aggiornato alle 14,05
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Politiche marittime

La metà degli incidenti navali avviene in porto

Dei 2,400 casi segnalati nel mondo, la maggioranza accadono durante le operazioni di carico e scarico e nelle fasi di manovra. I dati di RightShip

Il porto di Montevideo, in Uruguay (Marcelo Campi/Flickr)

L'anno scorso circa la metà degli incidenti marittimi nel mondo si sono verificati nei porti. Lo certifica RightShip, società di consulenza australiana.

Nel 2022 il 50 per cento degli incidenti in mare si è verificato all'interno del porto o dei confini di un terminal portuale, durante le operazioni di carico e scarico, includendo anche le fasi di ormeggio e disormeggio, in attesa di ancoraggio e durante il transito negli specchi acquei portuali. I dati di RightShip mostrano che nel 2022 sono stati segnalati nel complesso 2,400 incidenti. Di questi, 813 si sono verificati nei porti, 645 in mare aperto, 270 in acque territoriali, 211 in fase di ormeggio, 176 in navigazione fluviale, 140 all'àncora.

Come spiega Yucel Yildiz, port and terminal manager di RightShip, questi dati «dovrebbero preoccupare i comandanti e gli operatori, anche se molti grandi porti gestiscono le navi con diversi standard operativi e di sicurezza. I dati mostrano che il rischio intrinseco all'interno dei confini di un porto è molto più grande di quanto si pensasse in precedenza. Molti di questi rischi sono fuori dal controllo del porto e questi devono essere pronti ad affrontarli non appena si verificano, assicurandosi anche che le attività non vengano interrotte».

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Tag: lavoro