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08 luglio 2020, Aggiornato alle 20,29
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Jolly Quarzo salva duecento migranti

Operazione di recupero a ovest di Creta insieme alle autorità maltesi, fino alla presa in carico dell'offshore  Siempilot


Più di duecento naufraghi trasportati da un barcone proveniente dalla Libia sono stati salvati in mare, a sud delle coste del Peloponneso e a ovest di Creta, dall'equipaggio della Jolly Quarzo (consegnata all'armatore a febbraio 2013) della compagnia genovese Ignazio Messina. Il mercantile italiano, dopo la segnalazione del comando generale delle Capitanerie di porto, ha avvistato il vecchio peschereccio in difficoltà sul quale erano imbarcati 211 migranti e 11 bambini di età inferiore ai quattro anni (immagine in alto, un momento dell'operazione di recupero).
 
Dopo aver effettuato una manovra per mettere sottovento il barcone, il comando della Jolly Quarzo (affidato al comandante Carlo Delbecchi) ha atteso le istruzioni delle autorità maltesi e alle ore 19.24 di ieri sera ha iniziato le operazioni di imbarco dei naufraghi, completate nel giro di un paio d'ore. I naufraghi sono stati assistiti a bordo sino alle otto di questa mattina, quando la nave offshore Siempilot, inviata dal comando di Malta e attrezzata per tali tipi di intervento, si è fatta carico dei migranti accogliendoli a bordo. La Jolly Quarzo ha poi ripreso la navigazione.
 
Il contributo dei privati ai salvataggi dei migranti 
Il contributo dei mercantili ai salvataggi in mare dei migranti è sempre più alto. Solo nel 2014 sono stati 40mila i naugraghi di questo tipo recuperati dalle navi commerciali private.  
Uno studio del giugno 2015 dell'European community shipowners' associations (Ecsa) mostra che due anni fa dei circa 166mila soccorsi, il 2,2 per cento rientra nell'operazione
Triton, il 49,7 per cento in Mare Nostrum, mentre il 23 per cento è dovuto all'intervento della Guardia Costiera e il 25,2 per cento da quello delle navi mercantili. Nei primi sei mesi del 2015 invece su 55,315 persone Triton ne ha soccorso l'8 per cento, le forze di polizia italiane il 28 per cento e la Guardia Costiera il 31 per cento. Ma la quota maggiore è delle navi commerciali, il 33 per cento, che diventano, paradossalmente,
il primo mezzo di salvataggio nell'anno passato. Tra le navi commerciali, quelle italiane sono le più coinvolte nel soccorso e assistenza alle richieste di aiuto. (Per approfondimenti si veda il reportage di Renato Imbruglia nel numero speciale del Bollettino Avvisatore Marittimo, da pagina 20)