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16 novembre 2018, Aggiornato alle 11,30
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Logistica

Joint Kalmar-Yara per un terminal autonomo in Norvegia

Kalmar fornirà a Yara le infrastrutture e i software con cui caricare e scaricare i container su  Yara Birkland , la prima nave merci senza equipaggio


Nel 2020 nascerà un altro terminal container automatizzato. A Porsgrunn, in Norvegia, e sarà luogo di attracco di Yara Birkelandla prima portacontainer senza equipaggio che sarà consegnata alla fine di quest'anno. in Norvegia. 

Kalmar, parte del gruppo Cargotec, ha stretto un accordo con Yara, società di fertilizzanti agricoli che sta costruendo l'unità insieme a Kongsberg, per il rifornimento di «apparecchiature, software e servizi completamente autonomi per movimentare i container». In pratica fornirà gru automatizzate e i relativi strumenti hardware e software con cui gestirli per caricare e scaricare i container su Yara Birkeland. La consegna dell'ordine è stata fissata nel 2020. «È la prima fornitura logistica elettrica e digitalizzata, incluso il carico e lo scarico, autonoma e con zero emissioni», spiega Tove Andersen, vicepresidente esecutivo di Yara.

Yara Birkeland sarà una sperimentazione importante, soprattutto per il trasporto marittimo a corto raggio. Avverrà in una zona relativamente calma come le acque dei fiordi norvegesi ma strettamente soggette a restrizioni sulle emissioni, ancora di più dal 2020.

Yara Birkeland sarà consegnata entro il 2018. È lunga 70 metri, larga 15 ed è alimentata da potenti batterie elettriche. I suoi occhi saranno gps, radar, camera e sensori di prossimità, ma non navigherà subito da sola. In una prima fase ci sarà un equipaggio a bordo senza un ponte di comando a disposizione, che risiederà in uno degli slot dei container. In questo primo periodo, che dovrebbe durare circa un anno, verranno testati i sistemi di controllo. Nel corso del 2019 l'equipaggio di controllo si sposterà a terra. «Sarà come guidare un drone da un centro di comando», spiega Geir Haoy, amministratore delegato di Kongsberg. Infine, i progettisti calcolano che per il 2020 la nave potrà essere monitorata a distanza e navigare in piena autonomia.

Yara Birkeland trasporterà fertilizzanti tra i porti di Heroya, Brevik e Larvik, coprendo, a seconda degli approdi, tra le 25 e le 40 miglia nautiche. Le ambizioni, a detta di Petter Ostbo, capo produzione di Yara e alla guida del progetto, sono più alte. «Forse potremmo trasportare i nostri fertilizzanti dall'Olanda al Brasile», afferma. Ambizione audace, considerando che un'avaria in mezzo all'oceano richiederebbe un intervento molto costoso. «Non c'è una questione tecnologica in gioco, perché la tecnologia c'è già, ma una fattore economico», afferma al Wall Street Journal Lars Jensen, amministratore delegato di SeaIntelligence Consulting (Copenaghen). «Le navi automatizzate - spiega - sono costose da avviare e devono essere molto robuste, se si rompono il costo per inviare una squadra di riparazione in mezzo all'oceano sarebbe davvero alto». 

Kongsberg non è sola in questo progetto. La multinazionale Rolls-Royce Holding sta lavorando a una commessa simile per un rimorchiatore e un traghetto da ultimare nel 2020.