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22 maggio 2020, Aggiornato alle 15,17
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Italia, Spagna, Germania e Francia: centralizziamo la crisi dei trasporti

Tutelare i marittimi, controlli proporzionati ai trasportatori, flessibilità normativa e tutela finanziaria. Cinque ministri Ue scrivono a Bruxelles

Adina Valean, commissario europeo ai Trasporti e presidente della Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia nel Parlamento Europeo

Tutelare i marittimi che sbarcano e imbarcano, garantire la circolazione di medicinali, cibo e materie prime all'interno dell'Ue. Controlli sanitari trasparenti e proporzionati, facilitando i trasportatori. Centralizzare a livello comunitario le decisioni, quanto più possibile. Infine, sostenere economicamente le imprese logistiche, che stanno affrontando una crisi di liquidità senza precedenti. Lo chiedono i ministri dei Trasporti Paola de Micheli, dello Sviluppo economico della Spagna José Luis Ábalos Meco, dei Trasporti tedesco Andreas Scheuer e il segretario di Stato francese ai Trasporti Jean-Baptiste Djebbari, firmando una lettera congiunta indirizzata al Commissario europeo ai Trasporti, Adina Valean.

Nel dettaglio, Italia, Francia, Germania e Spagna chiedono all'Unione europea:

• di assicurare la prioritaria continuità del trasporto di tutte le merci all'interno dell'Unione Europea, in particolare la fornitura di beni essenziali quali i prodotti alimentari, farmaceutici/equipaggiamento medico, carburanti;

• di garantire che eventuali controlli sanitari alle frontiere interne dell'UE, ove necessari, siano attuati in maniera proporzionata, trasparente, non discriminatoria e coordinata;

• di promuovere un'azione coordinata anche a tutela delle navi battenti bandiera di Paesi Ue da pratiche discriminatorie di Paesi terzi;

• di istituire una task force di coordinamento e gestione centralizzata della crisi a livello Ue.

• di introdurre previsioni temporanee di flessibilità nel quadro legislativo Ue in ambito trasporti per assicurare la funzionalità del comparto in tutte le sue articolazioni;

• di prevedere la possibilità che le aziende del settore, di ogni dimensione, possano accedere a strumenti dedicati di sostegno, ivi incluse le previsioni del "Quadro temporaneo in materia di aiuti di Stato" e l'iniziativa recentemente lanciata della" Coronavirus Response Investment Initiative";

• di promuovere una politica industriale dei trasporti, in linea con la politica industriale Ue, che permetta di salvaguardare al meglio infrastrutture critiche e operatori europei anche da contraccolpi economico-finanziari e dalla volatilità dei mercati interazionali;

• di individuare misure di sostegno finanziario che permettano nel medio termine a tutti gli operatori dei diversi comparti - gomma, ferrovia, mare e aereo- di fare fronte al crollo della domanda e alla conseguente crisi di liquidità con cui in molti casi si stanno gia' confrontando.

«Misure forti e tempestive - si legge in una nota del dicastero italiano ai Trasporti - per fronteggiare l'emergenza sanitaria e ristabilire, il prima possibile, una connettività stabile nel settore trasporti, indispensabile per una resilienza alla crisi ma fortemente penalizzato dai contraccolpi socio-economici». È necessario, conclude il MIR, «rispondere alle esigenze di breve e medio termine del settore trasporti», senza dimenticare «l'importanza di investire nella transizione ecologica e nella decarbonizzazione del settore».