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04 dicembre 2022, Aggiornato alle 10,16
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Italia quarto importatore dei cereali ucraini

Dopo Spagna, Turchia e Cina. Ad oggi ha ricevuto quasi un milione di tonnellate dal Paese in guerra. La derrata principale è il mais

(un.org/Flickr)

a cura di Paolo Bosso

La Black Sea Grain initiative, formata da Ucraina, Russia, Onu e la Turchia a fare da mediatore, è ufficialmente ripartita col benestare della Russia, anche se di fatto non si è mai fermata. Era scaduta il 31 ottobre e ci si aspettava un suo rinnovamento, anche se negli ultimi giorni il governo di Putin si era inizialmente ritirato dagli accordi. Al di là delle affermazioni di circostanza, il benestare della Russia, come sostengono diversi analisti, deve essere inquadrato in un contesto in cui sarebbe stato molto difficile per il governo di Putin impedire la partenza delle navi cariche di alimenti, o almeno farlo avrebbe comportanto inevitabilmente un'escalation della guerra. Ma quante navi e quanto cibo è stato esportato dall'inizio di agosto, da quando sono riprese le esportazioni marittime dal Paese in guerra?

Da quando è iniziato, questo corridoio umanitario ha permesso di esportare tra agosto e metà ottobre circa 7 milioni di tonnellate di cereali. Come riferisce la pagina dedicata della Black Sea Grain Initiative, negli ultimi venti giorni c'è stata un'accelerata rispetto ai mesi scorsi e le tonnellate trasportate sono state quasi tre milioni, per un totale ad oggi di 9,8 tonnellate di cereali esportate dall'Ucraina dall'inizio di agosto scorso.

• Il 43 per cento di questo volume è rappresentato dal mais;
• il 28 per cento da grano;
• il 7 per cento da colza
• e il 6 per cento da semi di girasole.
Il restante 15 per cento è composto da "altro".

Il principale importatore di questi cereali ad oggi è la Spagna con circa 1,8 milioni di tonnellate ricevute, seguita dalla Turchia (circa 1,3 milioni di tonnellate), dalla Cina (poco meno di un milione di tonnellate), dall'Italia con circa 800 mila tonnellate e, a chiudere i principali importatori, dall'Olanda con circa 600 mila tonnellate.