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Cultura

Inseguendo il mare al Paris Photo 2018

I fotografi ispirati dalla Grande Madre Blu presenti alla manifestazione francese. La corrispondenza di Patrizia Varone

Harry Gruyaert

di Patrizia Varone

Alla ricerca del mare in fotografia, approdo al Paris Photo. La fiera, alla ventiduesima edizione, aperta dall'8 all'11 novembre al Grand Palais di Parigi, dedicata interamente al medium fotografico, ha registrato un più 6,7% di visitatori (68.876) rispetto all'anno scorso con una presenza del 40% di visitatori stranieri. Ciò che però ha più entusiasmato la direttrice Florence Bourgeois e il direttore artistico Christoph Wiesner, è stata sia la presenza di 300 artisti, tra cui William Klein, Joel Mayerowitz e Sophie Calle, sia l'elevato numero di stampe vendute (Richard Avedon, Robert Frank, Loaslo Moholy-Nagy, Edward Weston, Felice Beato, Kyle Meyer per fare solo alcuni nomi).

Per comprendere il Paris Photo, necessita fare un passo indietro con una panoramica sull'organizzazione. Il Grand Palais vede infatti partecipare 185 gallerie al settore principale, che di solito occupa l'area centrale della storica struttura parigina. A questo si affianca, dal 2015, il settore Prisma (14 gallerie), Salone d'Onore al primo piano, che presenta una messa a fuoco sulle serie, le installazioni e i grandi formati che di solito non sono visibili integralmente. Da quest'anno si è aggiunto il settore Curiosa (14 gallerie), dedicato ogni anno ad un argomento differente scelto dal curatore di turno. Ha raggiunto la dodicesima edizione, invece, il settore Film (11 gallerie), la cui programmazione è realizzata da Pascale Cassagnau, responsabile della collezione audio visuale del Cnap, Centro nazionale delle arti platiche, in collaborazione con Matthieu Orléan, Cinématheque française, e che in questa edizione ha indagato la relazione tra l'immagine fissa e l'immagine animata nella creazione artistica. Infine il settore Editori che ha riunito 31 case editrici dell'ambito fotografico tra cui l'italiana Damiani di Bologna. A tutto questo si è aggiunta un'iniziativa "Elles X Paris Photo" del Ministero della Cultura che ha voluto dar spazio, e onore, alle donne che hanno fatto la storia della fotografia. Una rilettura sviluppata dalla curatrice Fannie Escoulen, che parte dal debutto dell'uso del media fotografico con Julia Margaret Cameron o Lucia Moholy, passa attraverso gli anni '70 e il femminismo di Arlene Gottfried o Renate Bertlmann e porta fino alle promesse contemporanee quali Lisa Sartorio, Wiame Haddad o Léa Bélooussovitch. Bene, in questo mega museo dell'immagine fotografica, il mare è presente in parecchi dei lavori degli 887 artisti esposti.

Prima di entrare nel dettaglio, mi soffermo su alcuni particolari che rimandano all'Italia. Tra le gallerie, infatti, spiccano le opere di Ugo Mulas, in solo show per Lia Rumma. L'artista scomparso nel 1973 si è formato nell'ambiente artistico e culturale milanese, riprendendo la Biennale di Venezia dal 1954 al 1972. Del 1967 uno dei suoi più importanti reportage "L'arte e le persone di New York", città quest'ultima che lo avvicina ad Andy Warhol, Robert Frank e Lee Friedlander riorientando la sua ricerca. Alla fine degli anni sessanta, infatti, Mulas partecipa al rinnovamento estetico e concettuale della neo-avanguardia e ripensa alla funzione storica della fotografia con le "Verifiche", collezione permanente del Centre Pompidou. Ralph Gibson, fotografo di New York, assistente di Robert Frank e poi di Dorothea Lange, esposto da Paci Contemporary di Brescia, con la più completa mostra dei lavori in bianco e nero realizzati tra il 1960 e il 1990. Guy Bourdin, parigino, che nella costruzione delle immagini porta all'estremo il messaggio surrealista, sovvertendo la visione in bellezza poetica. Adorato a livello internazionale per i colori e le composizioni avvincenti, Guy Bourdin, morto nel 1991, è rappresentato dalla Louise Alexander Gallery di Porto Cervo.

Ed ecco il mare. Natura, elemento, vita, utilizzo, esplorazione, scoperta, il mare sembra ancora rappresentare il luogo dell'immaginario, del passaggio attraverso cui il mezzo fotografico accentua questa funzione. Il mare è presente. Singolari le immagini di fotografi della Magnum, tratti dagli archivi dell'agenzia o dall'esplorazione di nuove forme d'espressione, come le recenti foto di Cristine de Middel e Harry Gruyaert. È il mare ancora il soggetto degli orizzonti, luogo limite tra cielo e terra, di Neil Lang (Odile Ouizeman Galerie). Mentre Janek Zamoyski (galerie Sophie Scheidecker) inonda l'immaginazione di chi guarda attraverso le fotografie marine con un singolare uso della luce. E ancora Giulio Rimondi (Tanit galerie) con il mare "pausa" di Beirut o Gilbert Hage (Tanit galerie), fotografo libanese influenzato dalla scuola di Dusseldorf, con il mare paesaggio magico in dialogo con il lavoro di Elger Esser, che fa parte della seconda generazione dei fotografi della scuola di Dusseldorf. Il mare dunque inonda anche la più importante fiera al mondo dedicata al medium fotografico. La avvolge di melanconia, di evasione e di luogo di sogno, lasciando in questo modo inalterati i valori che lo caratterizzano. Il mare bagna anche Parigi.