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03 ottobre 2022, Aggiornato alle 18,36
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Politiche marittime

Il porto di Liverpool proclama sciopero

Per gli stessi motivi che hanno portato al blocco di Felixstowe, il sindacato Unite chiede un adeguamento salariale in linea con l'inflazione

(Darren Hillman/Flickr)

Più di 560 tra operatori portuali e tecnici della manutenzione del porto di Liverpool saranno in sciopero dal 19 settembre al 3 ottobre contro un'offerta di rialzo dello stipendio del 7 per cento, a fronte però di un'inflazione che ha raggiunto un tasso del 12,3 per cento. «Messa così, è un taglio dello stipendio», secondo il sindacato Unite che ha proclamato la protesta, pochi giorni dopo la fine del lungo sciopero (21-29 agosto) del porto di Felixstowe, fermo per oltre una settimana per gli stessi motivi, coinvolgendo 1,900 portuali.  

L'azione di sciopero nel porto di Liverpool, dopo Felixstowe il porto principale del Regno Unito, colpirà duramente la logistica della navigazione e il trasporto su strada dell'area. Altri scioperi saranno programmati nelle prossime settimane, afferma Unite, se MDHC non presenterà «un'offerta accettabile ai lavoratori».

I lavoratori scioperano anche per il mancato rispetto dell'accordo salariale del 2021 da parte del Mersey Docks and Harbour Company (MDHC). La società non ha quindi intrapreso una revisione della retribuzione, avvenuta l'ultima volta nel 1995, e non ha raggiunto un accordo per migliorare i turni di lavoro. Il segretario generale di Unite, Sharon Graham, taglia corso: «MDHC è controllata da un miliardario esiliato dalle tasse e può permettersi di pagare a questi lavoratori un adeguato aumento di stipendio. I lavoratori in tutto il paese sono stufi di sentirsi dire che devono tagliare i loro salari e standard di vita mentre il datore di lavoro fa enormi profitti. MDHC deve ripensarci, presentare un'offerta ragionevole e mantenere le sue precedenti promesse di pagamento».

MDHC, che ha realizzato più di 30 milioni di sterline di profitti nel 2021, è di proprietà del gruppo Peel, con sede nel paradiso fiscale dell'Isola di Man. Il proprietario di maggioranza del gruppo è il magnate britannico John Whittaker, con un patrimonio stimato di 1,4 miliardi di sterline e sede anch'egli nell'Isola di Man. Il fondo di investimento australiano Australian Super è il secondo investitore del gruppo. Peel Ports ha detto di aver offerto un pacchetto retributivo dell'8,3 per cento in aggiunta a un aumento salariale del 4,5 per cento lo scorso anno, oltre ad altri miglioramenti su turni, indennità di malattia e pensioni.

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