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22 maggio 2020, Aggiornato alle 15,17
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Il Pil europeo dello shipping vale 54 miliardi di euro

Lo dice il rapporto elaborato da Oxford Economics per conto dell'European Community Shipowners' Associations (Ecsa)


Cinquantaquattro miliardi di euro. Questo l'apporto del settore europeo del trasporto marittimo al prodotto interno lordo dell'Unione Europea reso noto in occasione dell'European Shipping Week 2020 inaugurato lunedì a Bruxelles, con la presentazione del rapporto elaborato da Oxford Economics per conto dell'European Community Shipowners' Associations (Ecsa). Secondo lo studio, tale contributo (riferito al 2018), tenendo conto delle ricadute su altri settori dell'economia dell'Ue, sale globalmente a 149 miliardi di euro. Il rapporto evidenzia inoltre che l'industria europea dello shipping dà direttamente lavoro a 685 mila persone, che salgono a due milioni considerando l'indotto.

Il lavoro sotto la lente
Dei 685 mila posti di lavoro diretti sostenuti nel 2018 dall'industria europea dello shipping, 365 mila erano posti di lavoro nel settore del trasporto delle merci inclusi i settori del rimorchio e dei dragaggi (rispetto a 640 mila nel 2015), 255 mila nel trasporto passeggeri (191 mila), 50 mila nel comparto delle navi di servizi e a supporto dell'industria offshore (68 mila) e 15 mila nel segmento dei noleggi (7 mila). Inoltre del totale relativo al 2018, 555 mila posti di lavoro erano relativi attività in mare (516 mila nel 2015) e 115 mila a terra (124 mila). In merito ai marittimi, 210 mila erano ufficiali (216 mila nel 2015) e 345 mila comuni (300 mila). I soli marittimi di nazionalità dell'Ue e dello Spazio Economico Europeo erano 210 mila (207 mila nel 2015) e quelli di altre nazionalità 345 mila (309 mila).
 

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