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29 maggio 2020, Aggiornato alle 16,16
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Logistica

Il mercato dell'auto perde l'85% a marzo

Doppio shock evidenziato da Anfia: blocco degli stabilimenti produttivi e inibizione dei consumi dovuta alla chiusura della rete di vendita


In un mese il mercato italiano dell'auto è tornato indietro di settanta anni. Secondo i dati pubblicati dal Mit, a marzo sono state registrate 28.326 immatricolazioni, in calo dell'85,4% rispetto allo stesso mese del 2019. I volumi immatricolati nei primi due mesi del 2020 ammontavano a 318.545 unità, il 7,3% in meno rispetto ai volumi dello stesso periodo del 2019, mentre nel cumulato gennaio-marzo si registrano 347.193 unità, (-35,5%). "La filiera automotive si trova oggi di fronte ad una situazione senza precedenti, nel quadro della crisi economica più pesante dal secondo dopoguerra in cui la pandemia ci ha scagliato", afferma Paolo Scudieri, presidente di Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica). 

I numeri del mercato auto a marzo raccontano quindi la gravità e l'eccezionalità di questo momento, in cui viviamo un doppio shock: sull'offerta, con il blocco degli stabilimenti produttivi – per l'Ue allargata al Regno Unito, Acea ha stimato per 16 giorni di chiusura una perdita di oltre 1,2 milioni di veicoli, di cui 78 mila in Italia, senza contare il fortissimo impatto sulla componentistica – e sulla domanda, con l'inibizione dei consumi dovuta alla chiusura della rete di vendita. "Fin da ora aggiunge Scudieri – bisogna fare i conti con le enormi preoccupazioni dei consumatori sull'impatto occupazionale della crisi (ricordiamo che la sola filiera produttiva automotive conta, in Italia, oltre 270 mila addetti) come mostra il clima di fiducia in ulteriore calo a marzo, dopo la flessione di febbraio". 
 

Tag: automotive