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20 settembre 2020, Aggiornato alle 16,15
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Armatori

Il governo in aiuto di Yang Ming

Attraverso un piano nazionale da 2 miliardi di dollari l'armatore taiwanese usufruirà di un'«iniezione di capitale fresco» in cambio di azioni


Un grosso aiuto governativo per un'«iniezione di capitale fresco», proveniente anche da banche e istituzioni finanziarie. L'armatore taiwanese Yang Ming, in una lettera agli investitori, annuncia un piano di ricapitalizzazione «finalizzato a fornire benefici immediati ai proprio bilanci e migliorare la liquidità». Il perno è il programma del governo di Taipei da 1,9 miliardi di dollari per l'assistenza all'industria dello shipping del Paese, di cui Yang Ming ne beneficerà per gran parte.
 
Il piano di rifinanziarizzazione è stato deciso dagli azionisti il 22 dicembre dell'anno scorso parallelamente all'approvazione di uno stock consolidation plan, un programma di consolidazione finanziaria per «snellire le perdite accumulate», pari attualmente a 667 milioni di dollari. La prima fase di questa inizione di capitale, spiega la compagnia taiwanese, consisterà in un'emissione di azioni in cambio di liquidità da parte di istituti per lo più pubblici a cui si aggiungono alcuni privati. Yang Ming si aspetta «benefici immediati ai propri bilanci» con il governo che diventerebbe il maggior proprietario, andando «ben oltre – afferma Yang Ming – l'attuale quota di un terzo detenuta dal ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni di Taiwan».
 
«Clienti e fornitori possono star sicuri», ci tiene a sottolineare in conclusione la compagnia, «Yang Ming non è in debito di nessuna obbligazione» e «non ha mai approcciato ai propri creditori con alcuna richiesta di ristrutturazione, e non abbiamo intenzione di farlo in futuro».