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Porto di Napoli
19 ottobre 2018, Aggiornato alle 10,09
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Politiche marittime

Il "correttivo porti" passa alla Camera

Parere favorevole della IX Commissione Trasporti su piani d'impresa e Comitato di gestione. Ora l'ultimo atto all'esame del Consiglio dei ministri


di Paolo Bosso

Stanno per arrivare importanti novità sul lavoro nei porti e sulla composizione dei Comitati di gestione, il quale rafforza sempre più il suo ruolo regolativo, a scapito dei giochi politici. Approdato in Parlamento a settembre, il "correttivo porti" è stato approvato dalla IX Commissione Trasporti della Camera, presieduta dal deputato del Pd Michele Meta, e ora dovrà essere esaminato dal Consiglio dei ministri per il via libera definitivo. Si tratta di uno schema di decreto legislativo che modifica la riforma dei porti (169/2016), dà più poteri al presidente sull'organizzazione del lavoro portuale, caratterizza "tecnicamente" il Comitato di gestione, l'organo che delibera e regolamenta le quindici Autorità di sistema portuale (Adsp) italiane, e riordina il processo di classificazione dei porti. Si va verso la centralizzazione dei poteri, un modello di governance lontano dalle "spa" auspicate dal governatore della Liguria, Giovanni Toti.
Lavoro portuale
Sentito il ministero dei Trasporti, il presidente dell'Adsp adotta il "Piano dell'organico del porto", che va aggiornato ogni 3 anni. È un documento «di ricognizione e analisi dei fabbisogni lavorativi in porto» per le imprese ex articolo 17 (della legge 84/94). Sulla base del piano, il presidente può adottare il piano di formazione e riqualificazione professionale che verrà finanziato con una quota non superiore al 15 per cento delle entrate fiscali. L'intervento serve a facilitare pensionamenti, prepensionamenti e riduzione dell'organico, andando a utilizzare l'Agenzia del lavoro portuale - lì dov'è istituita, per ora a Livorno, Trieste, Gioia Tauro e Taranto - o programmi di riqualificazione/formazione per gestire gli esuberi. «Secondo le previsioni dello schema, l'attivazione di queste misure è assegnata ai presidenti delle Adsp, ma richiederà il coinvolgimento attivo del sindacato, a partire dall'individuazione dell'organico del porto in termini dimensionali quale strumento ricognitivo e per la valorizzazione del lavoro portuale in termini di qualità, efficienza e professionalità, tutti requisiti fondamentali per la competitività dei nostri porti», commenta il segretario Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi.

Comitato di gestione
Nell'organismo pubblico in cui convogliano tutte le decisioni dell'Autorità di sistema non possono essere designati sindaci e presidenti di Regione, e in generale «coloro che rivestono incarichi di componente di organi di indirizzo politico amministrativo». In altre parole, Comune e Regione devono essere rappresentate da persone che non hanno incarichi nei Consigli comunali o regionali

Piano regolatore portuale
Si sta cercando un modo per velocizzare l'approvazione dei Piani regolatori portuali, troppo spesso impantanati nella burocrazia, dovuta soprattutto a una vasta consulenza, allargata praticamente a ogni istituzione che abita e circonda il porto. Per questo, si sta cercando di limitare il numero dei soggetti coinvolti nella procedura decisionale. La semplificazione del "decisore", il Comitato di gestione, potrebbe costituire un primo passo.

Nuova classificazione dei porti
• Categoria I: porti, o specifiche aree portuali, finalizzati alla difesa militare e alla sicurezza dello Stato;
• Categoria II: porti, o specifiche aree portuali, di rilevanza internazionale e nazionale, rientranti nelle Autorità di Sistema portuale (AdSP);
• Categoria III, porti, o specifiche aree portuali, di rilevanza interregionale e regionale.