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18 giugno 2021, Aggiornato alle 17,30
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Cultura

Il comandante gentiluomo

Ritratto di Augusto Meriggioli, navigatore, insegnante e scrittore, scomparso dieci anni fa 


di Decio Lucano

(tratto da DL News, foglio telematico curato dall'autore di questo articolo)

Dieci anni fa, il 18 aprile, a Genova ci lasciava il comandante Augusto Meriggioli. Ho voluto intitolare questo anniversario come Il Secolo XIX titolò l'articolo della sua scomparsa. Meriggioli aveva 71 anni, era nato a Tripoli di Libia nel 1933 e si era diplomato capitano di lungo corso all'Istituto Nautico San Giorgio di Genova. Perché voglio ricordarlo? Perché ritengo che oggi manchi un professionista, un uomo eclettico di quella statura nel mondo dello shipping. Meriggioli è stato comandante di petroliere fin dal 1967 ed ha studiato Management Scientifico al John Gray Institute della Lamar University in Texas, laureandosi. La sua compagnia lo nominò manager del Safety Training and Claims nel quartier generale a Houston in Texas. Da quella posizione ha progettato, organizzato e diretto corsi di tecniche manageriali applicate alla navigazione, addestrando personale di sei nazionalità impiegato a bordo e a terra. Questa grossa esperienza la trasmise creando e preparando squadre speciali di addestratori che avevano il compito di controllare e migliorare le conoscenze per la sicurezza nel lavoro, la gestione delle risorse e delle tecnologie.

Ritornato in Italia mise a frutto la sua esperienza organizzando corsi di Shipboard e di Shipping Management dagli anni 1980 fino al 1992 in collaborazione con l'Università di Genova, la Finmare, il Rina, la Texaco e la rivista TTM, corsi svolti da docenti universitari e riconosciuti dal Ministero della Marina Mercantile. La sua notorietà era agli apici e, con un carattere forte e intraprendente, non le mandava a dire in sottotono nella dialettica socio economica, ma era un gentiluomo con chi stimava e  comprendeva i suoi obiettivi. Il periodo italiano è stato fecondo anche di pubblicazioni. Ha scritto per Hoepli Il manuale per l'esercizio delle navi cisterna, a poi Guida per il manager del mare, oggi di grande attualità. Il comandante non conduttore del mezzo nave puro e semplice ma Ship Manager o se vogliamo Direttore generale dell'Azienda Nave e della "catena di comando", detto anche Team Manager.

La sua cultura e la sua personalità poliedrica lo portarono ad altre iniziative dal suo ufficio in Piazza Colombo a Genova dove aiutava gli ufficiali ad imbarcare e verificava la loro preparazione professionale. Era anche perito navale, sapeva come e cosa mettere sulla pagina, scrisse ancora un libro su Il ritorno dei pirati (Frilli) e l'ultimo (1997) Di mare e dintorni, sponsorizzato da TTM, gustosissima raccolta di fatti di bordo con spunti di umorismo e richiami di autentica letteratura. Fondatore del periodico Uomini e Navi dell'APCM, associazione professionale capitani marittimi, iscritto all'Albo dei giornalisti pubblicisti collaborava con riviste italiane e straniere. Polemista arguto, consulente di vari ministeri, aveva rilanciato il Premio San Giorgio oggi gestito dal Collegio Capitani, seguitissimi i suoi interventi in pubblico o alla Rai, dove veniva spesso ospitato. Caro Augusto, sentiamo oggi la tua mancanza nel mondo dello shipping dove scarseggiano personalità forti, la tua verve polemica, il tuo bonario e proverbiale "io ti sbarco" a chi bluffava, ma anche un signorile e grato riconoscimento per coloro che nella scala dei valori tengono alta la qualità etica della professione sia in mare che a terra.