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20 settembre 2020, Aggiornato alle 16,15
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Il cargo cresce in Italia, Laguzzi: "Non è abbastanza"

Il presidente Fercargo: "Lontani dalle quote europee e dai volumi del 2007"


Il traffico ferroviario nazionale delle imprese del settore merci non aderenti a Trenitalia è cresciuto di un quarto nel 2016. Lo rende noto l'associazione che le rappresenta, Fercargo, nel corso dell'assemblea tenutasi a Roma. La quota nazionale poi è salita al 45 per cento (era il 30% nel 2014).
 
Un buon risultato che porta a una crescita complessiva del comparto di circa il 6 per cento. Ma non bisogna abbassare la guardia secondo il presidente Fercargo Giancarlo Laguzzi. Il risultato è positivo e merito anche della "cura del ferro" avviata dal ministero dei Trasporti guidato da Graziano Delrio, ma «rimangono ancora diversi ostacoli - spiega - che impediscono un concreto rilancio del cargo ferroviario nazionale, tale da rimanere in termini di quota modale ancora molto al di sotto della quota europea e lontano dai volumi di traffico prodotti in Italia fino al 2007». In primo luogo bisogna, secondo Laguzzi, potenziare la formazione dei macchinisti, di cui è prevista una domanda di 400 addetti nel prossimo biennio. Poi l'adozione del modulo di condotta ad "agente solo". Istituire inoltre agenzie interinali del lavoro per il personale di condotta treno. Infine aumentare «il prima possibile» l'aumento del peso rimorchiato a 2mila tonnellate.