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27 novembre 2021, Aggiornato alle 09,59
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Politiche marittime

Ikea e Amazon: trasporto a zero emissioni nel 2050

Nove multinazionali si impegnano con l'Aspen Institute a trasportare via mare la loro merce senza emettere gas serra, entro i prossimi diciotto anni

(Greenville Daily Photo/Flickr)

Amazon, Ikea, Uniliver, Michelin e altre multinazionali si sono impegnate a utilizzare trasporti commerciali marittimi a zero emissioni entro i prossimi diciotto anni. È un impegno lanciato dall'organizzazione senza scopo di lucro statunitense Aspen Institute.

L'obiettivo è il 2040, anno in cui, come stabiliscono i nove firmatari ad oggi dell'iniziativa, potrebbe essere possibile imbarcare i container su navi che non emettono gas serra. Trattandosi solo di un impegno, non è tanto l'aspetto tecnico o pratico della questione ad essere interessante (un trasporto globale a zero emissioni è pieno di incognite e incertezze allo stato attuale, molto complicato da definire in tempi certi) quanto la spinta verso la decarbonizzazione che questa iniziativa può rappresentare.

Circa il 90 per cento del trasporto delle merci avviene via mare e lo shipping rappresenta circa il 3 per cento delle emissioni di anidride carbonica. «È il momento di agire ora», afferma Edgar Blanco, direttore net-zero carbon di Amazon. Come sottolinea la responsabile per la sostenibilità e l'approvvigionamento di Ikea, Elisabeth Munck af Rosenschöld, la chiave per il successo di un'operazione del genere sta nel coinvolgere la maggior parte delle multinazionali. «Non siamo disposti a pagare automaticamente il prezzo della sostenibilità ma siamo disposti a collaborare e a creare le soluzioni da condividere, inclusi gli investimenti necessari», ha detto a Reuters.

L'iniziativa rientra in un momento storico in cui da quando è finito l'ultimo lockdown mondiale, quello autunnale del 2020, la catena di logistica globale, insieme alle industrie, non riesce a soddisfare la domanda di beni di consumo. Alcune materie prime scarseggiano, soprattutto quelle destinate ai dispositivi elettronici, col risultato che lo sbilanciamento tra domanda e offerta genera, tra le altre cose, rallentamenti nella catena di approvvigionamento, la cui macro manifestazione è il congestionamento periodico dei grandi porti commerciali come Los Angeles e Shanghai.

Gli ultimi accordi all'interno delle Nazioni unite fissano la necessità di dimezzare le emissioni dello shipping entro il 2050 (rispetto ai livelli del 2008). Secondo il gruppo ambientalista Ship It Zero il 2040 non è abbastanza, bisognerebbe ulteriormente alzare l'asticella abbassando la scadenza al 2030, cioè tra poco più di otto anni. 

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Tag: ambiente