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12 dicembre 2018, Aggiornato alle 16,31
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Hanjin Shipping verso il fallimento

Salvo appelli, il 17 febbraio la Suprema Corte sudcoreana dichiarerà bancarotta. Su 98 navi, 31 sono attualmente operative, la maggior parte da Maersk


a cura di Paolo Bosso

La Corte suprema della Corea del Sud ha deciso di mettere fine all'amministrazione controllata di Hanjin Shipping, in vigore dal primo settembre, per dichiararne il fallimento il 17 febbraio, salvo appelli o ricorsi utili nelle prossime due settimane.

La decisione, dichiara la Seoul Central District Court, è stata presa in quanto il valore della liquidazione della società armatoriale varrebbe di più del suo valore d'impresa.

L'ultima operazione di vendita dell'armatore, riferisce Reuters, è avvenuta mercoledì scorso con l'acquisizione da parte di Msc di un pacchetto azionario Hanjin nelle operazioni portuali statunitensi.

Lo stato della flotta tra disarmo, vendute e noleggiate
La flotta di proprietà Hanjin Shipping conta 98 unità, per un totale di 610 mila teu. Ad oggi, sulla base delle ultime analisi di Drewry (27 gennaio), 4 sono state demolite, con un'età media inferiore ai vent'anni, e 63 sono in disarmo (460 mila teu). Tra queste figurano Hanjin Europe, una delle più grandi (13 mila teu), sorella di Hanjin Harmony e Hanjin Africa, vendute a un acquirente anonimo a dicembre per 130,7 milioni di dollari ciascuna. 
Le navi attualmente in attività sono 31 (134 mila teu), la maggior parte sotto noleggio da Maersk Line, 11, pari a 77 mila teu. Sono tutte da 4,275 e 6,655 teu, eccetto due, le Hanjin Africa e Hanjin Harmony vendute a dicembre. Tutte le 11 navi sono impiegate dall'armatore danese nel servizio Asia-Europea "2M" in partner con Msc.
Durante l'asta di dicembre sono state acquistate altre navi. KMTC ha pagato 5,3 milioni di dollari ciascuna per quattro portacontainer da 4,275 teu, di cui ne è operativa al momento una in un servizio intrasiatico. Cinque da 6,655 teu sono state comprate dalla coreana Samra Midas all'interno di un'operazione da 23 milioni per la bancarotta dei beni transpacifici. Saranno operative a marzo e rientrano in un piano più ampio di Samra Midas per acquisire in futuro altri beni dell'armatore sudcoreano. Altre navi sono state vendute a Seaspan Corporation (21 milioni per quattro unità da 4,275 teu). Drewry ha calcolato che attualmente restano in vendita unità pari a 150mila teu.

«Con una tale sovrabbondanza di portacontainer disponibili e una crescità della domanda limitata – conclude l'analisi di Drewry – è discutibile pensare a un mercato tanto grande da esserne attratto, anche a prezzi stracciati. Le più appetibili saranno quelle grandi e giovani, ma ci vogliono ben più di un paio di mesi per spogliare la carcassa di una compagnia marittima, ci aspettiamo molte navi inattive per qualche tempo a venire».