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24 giugno 2021, Aggiornato alle 14,02
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Infrastrutture

Guerrieri, Signorini e Monti candidati commissari per 1,7 miliardi di opere portuali

Inclusi nella "lista dei 59" inviata al Parlamento, potrebbero guidare l'ultimazione della Darsena Europa, la costruzione della diga foranea di Genova e il rilancio dei cantieri navali di Palermo

Pasqualino Monti, Luciano Guerrieri e Paolo Emilio Signorini

Porti, dighe, ferrovie, strade, edifici pubblici. Sono in tutto trenta i commissari scelti dal governo per la realizzazione di 59 opere pubbliche strategiche. Il premier Giuseppe Conte ha inviato al Parlamento una lista tra cui figurano tre presidenti dei porti che, se verranno confermati e inseriti nel prossimo dpcm, guideranno la realizzazione o l'ultimazione di importanti strutture strategiche dei loro scali.

Si tratta (ex articolo 9 DL 76/2020) di Luciano Guerrieri, prossimo presidente dell'Autorità portuale che fa capo a Livorno, per l'ultimazione del grande terminal container Darsena Europa; Paolo Emilio Signorini, presidente del porto di Genova, per la costruzione della nuova diga foranea; infine, Pasqualino Monti, presidente a Palermo, per il rilancio del polo della cantieristica navale e la riqualificazione delle cerniere urbane tra porto e città. Opere che tutte insieme hanno un costo stimato complessivo di 1,7 miliardi di euro.

Per il Porto di Livorno, le opere principali per l'ultimazione della Darsena Europa riguardano la diga foranea, l'imboccatura e i dragaggi, per un costo complessivo stimato di 860 milioni, di cui 200 milioni dallo Stato, 250 milioni dalla Regione Toscana, 60 milioni dall'Adsp e 50 milioni dal CIPE;

Una nuova diga foranea per il porto di Genova sarebbe una svolta, perché allargherebbe sensibilmente il bacino di accesso, permettendo l'ingresso di navi più grandi, con ricadute positive sul traffico merci, soprattutto quello contenitori. Costo stimato complessivo, 700 milioni ma al momento sono finanziati appena 13,5 milioni, in parte con risorse statali e in parte dall'Adsp.

Per il porto di Palermo l'intervento principale, stimato in 155 milioni, prevede la messa in sicurezza del bacino di carenaggio da 150 mila di tonnellate di portata, oltre alla rifunzionalizzazione di altre aree portuali.