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28 ottobre 2020, Aggiornato alle 21,53
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Cultura

Giri di barra all'Accademia Navale

Un giovane ufficiale di Marina alle prese con il "buco del gatto o del codardo". Gli aneddoti del comandante Franconi


di Claudio Franconi - DL News

Fine giugno 1959, il 53° Corso Ufficiali di Marina di Complemento era praticamente giunto al termine: erano gli ultimi giorni, finiti tutti gli esami eravamo in attesa della nomina ad Aspirante Guardiamarina per lasciare l'Accademia Navale e partire per le nostre rispettive destinazioni operative. Era una bella serata ed il sole si avviava al tramonto: ero assieme a Bruno Vanzella, collega di scuola e amico (purtroppo ci ha lasciati l'anno scorso) e abbiamo deciso di andare a vedere il tramonto dal muretto in fondo al piazzale, in riva al mare.

Passando sotto al brigantino, dove avevamo fatto sia innumerevoli "giri di barra" (giro di barra: salire sulle sartie dell'albero di maestra da un lato, arrivare in crocetta passando fuori dal "buco del gatto o del codardo" della coffa, e scendere dall'altro lato) per punizione (in genere erano cinque, con qualsiasi tempo) che le esercitazioni di aprire e serrare le vele, ci viene in mente che avremmo potuto salire in coffa per gustare meglio lo spettacolo: eravamo, come detto, saliti tante volte e avremmo potuto farlo una volta per nostro piacere.

Detto e fatto: saliamo in coffa e ci godiamo il panorama. Dopo un momento vediamo passare sotto al Brigantino l'ufficiale d'Ispezione e l'ufficiale di Guardia (entrambi con la sciarpa azzurra: il primo era un Tv "piuttosto tosto"): avevano avuto la nostra stessa idea e, passando sotto di noi, arrivano al muretto e guardano anche loro lo spettacolo. Bruno ed io, fermi e zitti, abbiamo pensato la stessa cosa: "speriamo che non guardino in alto!". Il sole tramonta ed i due Ufficiali si girano per rientrare sul piazzale: il Tv alza lo sguardo, ci vede e "Cosa fanno lassù?", "stiamo guardando il panorama", "bene, allora salgano in crocetta, così lo vedono meglio, e ci stiano fino a quando non suona la tromba".

Rassegnati, saliamo in crocetta, ma una cosa è stare in coffa, larga e comoda, un conto è stare in crocetta che è una sbarra di ferro corta e scomodissima, anche mettendosi uno per lato. Saremo stati appollaiati lassù per circa mezz'ora, poi è finalmente suonata la tromba dell'assemblea per la cena e siamo scesi: avevamo le mani piuttosto intorpidite per essere stati aggrappati per tutto quel tempo all'ultimo tratto di cordame dell'albero.