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03 ottobre 2022, Aggiornato alle 18,36
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Gioia Tauro-Bologna, attivato il fast corridor ferroviario

Le nuove procedure digitali permetteranno di trasferire la merce extra Ue in entrata nel porto direttamente all'interporto emilio-romagnolo

Il terminal di San Ferdinando nel porto di Gioia Tauro

Il servizio intermodale di Terminali Italia (RFI-Gruppo FS) dall'interporto di Bologna al terminal di San Ferdinando del porto di Gioia Tauro, in Calabria, attivo dal 4 luglio, riceve un importante aggiornamento infrastrutturale, il fast corridor, che digitalizza ma soprattutto rende più appetibile il servizio su merce proveniente da altre regioni.

Lungo la tratta ferroviaria di mille chilometri, infatti, il "corridoio digitale veloce" permette di trasferire la merce di origine extra Ue, in entrata in Italia attraverso il porto di Gioia Tauro, direttamente nell'hub intermodale di Bologna, dove saranno effettuare le pratiche di sdoganamento. Saranno così evitati eventuali ritardi causati da colli di bottiglia generati dalla congestione delle banchine portuali delle procedure doganali. Ci hanno lavorato, tra gli altri, anche l'Agenzia delle Dogane, guidata localmente da Giorgio Pugliese, e la società Medlog Italia, il braccio ferroviario di Msc e gestore dei viaggi. 

Quello di Gioia Tauro è il primo fast corridor che interessa un porto del Mezzogiorno ed è il più lungo finora mai attivato. Ad oggi, sul territorio nazionale sono attivi 22 fast corridor, 15 ferroviari e 7 su strada, coprono una rete di oltre 5 mila chilometri e movimentano circa 20 mila container all' anno. Si trovano tutti nelle regioni del Nord, coinvolgendo i porti di Genova, La Spezia e Ravenna con i terminal interni di Rivalta Scrivia, Melzo, Padova, Rubiera, Marzaglia e Bologna. 

Il gateway ferroviario di Gioia Tauro è stato realizzato dall'Autorità portuale che lo ha progettato, costruito e collaudato. Realizzato in quattro anni, al costo di 19 milioni di euro, occupa una superficie di 325 mila metri quadrati, con una lunghezza complessiva dei nuovi binari pari a 3,825 metri ed aste da 825 metri ciascuna, che consentono di fare partire convogli di lunghezza pari a 750 metri, lo standard internazionale di competitività del cargo ferroviario. Collegato agli hub intermodali di Nola, Bari, Bologna e Padova, gestisce tra arrivi e partenze nove coppie di treni al giorno. Nel primi sei mesi di quest'anno ha visto transitare 423 convogli, con una stima previsionale di 900 treni a fine anno. Si tratta di un risultato importante che determinerà, tramite avviso pubblico, l'individuazione del gestore unico di manovra. Come da cronoprogramma, nel 2023 il numero di treni in arrivo e in partenza dovrebbe naturalmente aumentare.