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27 novembre 2020, Aggiornato alle 19,26
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Infrastrutture

Genova, altri cento metri per il ponte sul Polcevera

Varato in quota, tramite strand jack, il penultimo impalcato d'acciaio da cento metri realizzato da Fincantieri. Velocità di costruzione da record

Il nuovo impalcato installato

Varato oggi in quota il nuovo impalcato di acciaio da cento metri del nuovo ponte sul Polcevera, a Genova. Un altro pezzo importante, il penultimo di questo tipo, che fa procedere la costruzione del nuovo viadotto a tempi record compiere un altro passo al completamento della nuova struttura il cui profilo ricorderà la carena di una nave, così come progettato dall'architetto Renzo Piano. La costruzione è stata affidata a Fincantieri Infrastructure, del gruppo navalmeccanico, e Salini Impregilo, unite in joint venture "PerGenova - ha scavalcato questa mattina il torrente Polcevera.

Serviranno in tutto 24 mila tonnellate d'acciaio per costruire il nuovo ponte, 9 mila delle quali già varate in quota. La produzione di queste strutture d'acciaio ha visto all'opera 800 persone nei tre stabilimenti di Fincantieri, quello di Sestri Ponente, Castellammare di Stabia e Valeggio sul Mincio, impegnate da un anno.

Com'è stato installato l'impalcato
Attualmente la costruzione del ponte ha superato metà della sua lunghezza, raggiungendo i 600 metri. Il nuovo tratto di impalcato è stato issato a oltre 40 metri di altezza con 14 carter laterali - le ali del ponte che danno alla struttura la caratteristica forma che ricorda la carena di una nave - per un peso complessivo di 1,800 tonnellate. Sono tempi di costruzione incredibilmente veloci per un ponte del genere, paragonati ad altre opere di questo tipo realizzate in Italia. Il troncone, fra la pila 9 e la pila 10, è la seconda campata di dimensioni eccezionali e, come la precedente issata qualche settimana fa fra le pile 8 e 9, ha richiesto l'utilizzo di speciali macchinari. In pratica, non è stato possibile procedere con le maxi-gru utilizzate per le altre campate da 50 metri e sono stati utilizzati gli strand jack, speciali apparecchiature che rendono possibile il sollevamento dei mastodontici impalcati a una velocità, in condizioni metereologiche ottimali, di 5 metri all'ora.

Con queste stazze in gioco il sollevamento, e la presenza del torrente Polcevera, è stato possibile con una serie di accorgimenti. La campata è stata prima sollevata con un sistema jack up e poi spostata con carrelli telecomandati verso l'alveo del torrente Polcevera. Successivamente, la grande campata è stata spostata a sbalzo verso Levante nell'alveo del fiume e poi ripresa in carico da un altro gruppo di carrelli, al quale è stata sovrapposta una torre provvisoria in acciaio. A questo punto, l'impalcato è stato traslato prima verso Levante e poi verso Nord, infine è stato caricato sugli strand jack per il sollevamento sulle pile.

«Voglio ringraziare le maestranze e i tecnici che stanno dando il massimo per completare il ponte in tempi record. A ciascuno di loro, a nome di Fincantieri e mio personale, va la nostra riconoscenza più sincera. Con l'occasione, in questo frangente così delicato, rivolgo un grazie anche ai lavoratori di Fincantieri, con la promessa che continueremo ad adottare con rigore tutte le misure indicate dalle Autorità per tutelare la salute di tutti". Bono ha poi concluso: "Infine, voglio rivolgere un pensiero a chi è stato colpito da questa terribile epidemia, con l'augurio di pronta guarigione», ha commentato l'amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono.

Atteso in cantiere nelle prossime settimane l'ultimo varo eccezionale da 100 metri in quota, quello che passerà sopra la ferrovia e sarà un altro identico project cargo.