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20 novembre 2019, Aggiornato alle 16,04
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Ferretti rinuncia a Piazza Affari: "Non ci sono le condizioni"

Il prezzo dell'offerta per il collocamento in Borsa è stato ritenuto non soddisfacente dagli azionisti


"L'entrata in Borsa? Adesso non ci sono le condizioni". È questo in sostanza il messaggio diramato dal gruppo Ferretti, che ha deciso di non approdare più in Piazza Affari – nonostante il via libera di Consob – dopo aver piazzato l'intero pacchetto di azioni, pari al 30% del capitale, a 2 euro ciascuna, per deviare su un collocamento privato. Il prezzo dell'offerta è stato ritenuto non soddisfacente dagli azionisti, il gruppo cinese Weichai (86%) e Pietro Ferrari (11%), che erano partiti da una richiesta iniziale di 2,5-3,7 euro per azione, tagliata poi a 2-2,5 euro su proposta delle banche. Troppo poco, secondo l'amministratore delegato Alberto Galassi, per un gruppo che ha chiuso i 9 mesi con ordini in crescita del 18% e il Mol del 25% e che si aspetta di vederlo salire del 20% a fine anno.

Da qui la decisione di abbandonare temporaneamente il progetto, come precisato dal presidente Tan Xuguang, numero uno anche di Weichai Group, secondo il quale Ferretti "continuerà a ottimizzare l'allocazione delle risorse dal mercato finanziario e individuare il momento giusto per la quotazione quando la situazione sui mercati finanziari si sarà stabilizzata". Galassi intanto fa sapere che "prima Ferretti chiuderà il bilancio e farà vedere quanto vale, poi procederà con un private placement, dato che ha in corso colloqui con alcuni investitori da mesi". 
 

Tag: cantieri