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15 gennaio 2021, Aggiornato alle 18,05
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Fedespedi: soffrono quasi tre quarti degli spedizionieri, ma c'è ottimismo

Si arresta il trend positivo iniziato quest'estate. Il settore che soffre di più è il cargo aereo. Il secondo report "L'impatto del Covid-19"

(NASÀs Marshall Space Flight Center/Flickr)

Tra tutte, le imprese di spedizione italiane che hanno sofferto di più quest'anno sono quelle legate al trasporto aereo, anche se prendendo quelle legate al commercio elettronico il discorso cambia. Analoga situazione per il settore dei container, ma in generale soffrono tutti, seppur con aspettative ottimistiche per il prossimo anno. Sono i risultati del secondo report (il primo è stato a luglio) del Centro Studi Fedespedi (L'impatto del Covid-19), pubblicato oggi, che fa un'analisi degli effetti economici e delle conseguenze sul trasporto merci della crisi innescata dalla pandemia, focalizzandosi su trasporto marittimo e cargo aereo. I mercati più colpiti sulle esportazioni sono attualmente quello europeo e nordamericano.

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L'impatto della pandemia sulle imprese di spedizioni internazionali è consistente. Il 70 per cento circa delle imprese ha subìto una flessione del fatturato nel corso di quest'anno. In particolare, il 36,4 per cento delle imprese ha registrato una contrazione compresa tra l'11 e il 30 per cento.

Per quanto riguarda le previsioni sul 2021, le aspettative delle aziende sono orientate a larga maggioranza (62%) verso un cauto ottimismo, con previsioni di sostanziale stabilità (38%) o leggera ripresa delle attività economiche, trainate dalle esportazioni. Solo il 9 per cento prevede un'ulteriore forte decrescita del ciclo.

Italia
Si evidenzia una battuta d'arresto del trend positivo del dopo lockdown di primavera. La produzione industriale di settembre registra una flessione del -5,6% rispetto ad agosto in un quadro economico che resta caratterizzato da debolezza della domanda aggregata, clima deflazionistico e aumento del risparmio privato delle famiglie che ha raggiunto i 1,061 miliardi di euro nel secondo trimestre 2020 (+14 miliardi sul primo trimestre). Si conferma la tendenza negativa del commercio internazionale: nei primi 10 mesi del 2020 il nostro Paese raggiunge -12,4 per cento per l'export e -17,3 per cento per l'import.

Il cargo aereo resta il settore più colpito. Tuttavia, le stime di perdita del comparto segnano un miglioramento: -1,5 per cento nel 2020 in termini di CTK (cargo & mail t-Km) rispetto al -16,8 per cento previsto a luglio, mentre è prevista una ripresa consistente nel 2021 (+13,1%), grazie alla domanda proveniente dall'e-commerce e dai beni di consumo elettronici. La scarsità di stiva, a causa del crollo dei voli pax, continua comunque a incidere pesantemente sulla velocità di ripresa del traffico merci aereo. Un trend confermato dall'andamento dei principali aeroporti italiani. Nei primi dieci mesi del 2020 il traffico è calato del 26,4 per cento (-60,6% Roma FCO, -53,7% a Bergamo Orio al Serio, -12% Milano MPX). A ottobre, però, si è registrata una crescita del 12,8% su settembre, dove spicca Milano MPX con più 19,3%.

In sofferenza i principali porti container italiani, che nel periodo gennaio-settembre segnano -11 per cento: punte negative a La Spezia (-21,1%) e Genova (-13,1%); tiene, invece, Trieste (1,1%). In controtendenza il porto di Savona che registra +142,5% grazie all'inizio delle attività operative del nuovo terminal APM di Vado. Migliori performance, invece, per i porti del Mediterraneo (-2,9%) e per i principali porti a livello mondiale (-2,3%).

Mondo
Per quanto riguarda il traffico container, nei primi nove mesi dell'anno si è attestato intorno ai 122 milioni di TEU, in flessione del 3,5 per cento. Il traffico infraregionale tiene di più con volumi sostanzialmente invariati per i trade europei (-0,9%). L'andamento dei noli si muove in senso opposto al traffico container, registrando un aumento del livello dei prezzi di quasi il 200 per cento da aprile a novembre 2020 nella tratta mediterranea. Una vera e propria "bolla dei noli", alimentata soprattutto dalla riduzione dell'offerta realizzata dalle compagnie di navigazione tramite politiche di blank sailing.

Rispetto allo scenario di luglio, si evidenzia una previsione della flessione del Pil a livello mondo in leggero miglioramento (dal -4,9% al -4,4%) a cui si contrappone, però, una previsione di crescita per il 2021 al 5,2% contro il 5,4% stimato a luglio (dati del Fondo Monetario Internazionale - FMI). A livello regionale le cose cambiano. Le economie asiatiche dovrebbero contenere la riduzione del Pil al -1,7 per cento e segnare una ripresa dell'8 per cento nel 2021. Diversa la situazione per l'Unione Europea e soprattutto per l'area euro, per cui si stima un calo dell'8,3 per cento quest'anno e un più 5,2 per cento per l'anno prossimo. È proprio l'Europa, infatti, insieme al Nord America, a risentire maggiormente del crollo degli scambi a livello globale con l'export che registra il -11,7% nel 2020, secondo i dati della World Trade Organization.