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01 dicembre 2021, Aggiornato alle 17,02
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Armatori - Logistica

Fedespedi, Moretto denuncia l'oligopolio degli armatori. "Così il Consortia Exeption è illegittimo"

Il controllo della capacità di stiva tiene alti i noli e i profitti, a discapito della filiera logistica, che si trova sotto pressione

Silvia Moretto, presidente di Fedespedi

Le compagnie marittime che trasportano container, grazie alle alleanze e al Consortia Block Exeption Regulation – l'eccezione Ue per cui possono allearsi senza incorrere in blocchi antitrust – agiscono come una private company, tenendo alti i prezzi dei noli tramite la riduzione della capacità di stiva ma riducendo la qualità dei servizi. N'è convinta la presidente di Fedespedi, Silvia Moretto, che insieme al vicepresidente della federazione nazionale degli spedizionieri, Alessandro Pitto, ha partecipato al webinar Un mare in Tempesta organizzato dall'Associazione Nazionale di Impiantistica industriale, aderente a Confindustria. L'argomento è stato l'andamento anomalo dei noli marittimi a partire dalla metà del 2020 e l'impatto sulla filiera impiantistica.

Il webinar si è aperto con l'intervento di scenario di SRM a cura di Alessandro Panaro e Arianna Buonfanti che hanno illustrato i trend del mercato dei noli marittimi nel 2020 e le strategie messe in campo dalle shipping line in reazione alla crisi pandemica, dando in chiusura un'idea dei possibili sviluppi del trasporto container nel 2021.

«Se la ratio del Consortia Block Exeption Regulation – spiega Moretto - è garantire un servizio di qualità lungo la supply chain marittima, oggi vediamo come questa stessa ratio sia disattesa nella prassi dai carrier marittimi, che agiscono come private company, controllando la capacità di stiva per sostenere il costo dei noli e riducendo ai minimi la qualità, precipitata al 34 per cento a fine 2020, secondo i dati Alphaliner, senza previsioni di ripresa nell'immediato. Ci troviamo dunque nella situazione paradossale per la quale nell'anno in cui è macroscopicamente venuto a mancare il prerequisito di legittimità dell'esenzione antitrust per le compagnie, ossia la qualità del servizio. Queste ultime si sono viste prorogare dalla Commissione europea tale esenzione per altri quattro anni. Questo non potrà che rafforzare l'oligopolio delle shipping line, a discapito di tutti gli altri soggetti della filiera fino ad arrivare ai caricatori, alle imprese che producono e dunque importano ed esportano».

I noli si terranno su prezzi elevati almeno per tutto il 2021, «e crediamo anche oltre», secondo Moretto. «Ovviamente – continua - un numero sempre più esiguo di soggetti che offrono servizi di trasporto via mare oggi impedisce a noi spedizionieri una negoziazione bilanciata sul mercato container in termini di potere contrattuale. Possiamo tuttavia trovare soluzioni innovative che permettano comunque alle imprese di raggiungere i propri obiettivi. Gli spedizionieri hanno l'esperienza, la visione, le competenze e la creatività necessarie. Per questo dico alle imprese: non chiedeteci prezzi ma soluzioni, troverete partner preziosi per le vostre strategie di crescita».

Le alleanze armatoriali, ha spiegato la presidente di Fedespedi, hanno permesso alle compagnie, lato mare, «di controllare la tratta Far East, prossima al 100 per cento e, lato terra, attraverso acquisizioni societarie nel settore del terminalismo portuale e delle spedizioni e politiche commerciali molto aggressive, che mirano a erodere quote di mercato di operatori che tradizionalmente non sono competitor ma clienti delle compagnie marittime».

Queste strategie derivano dal Consortia Block Exeption Regulation, che consente alle shipping line di godere dell'esenzione alle norme antitrust Unione europea, che si aggiunge ad aiuti di Stato e a una tassazione favorevole, intorno al 7 per cento, concessa alle compagnie marittime ma non a tutti i principali competitor e operatori economici lungo la filiera da esse controllata, che sono soggetti alla tassazione standard riservata alle aziende private. Per gli spedizionieri è in media del 27 per cento.

Fedespedi, insieme a Confetra e alle associazioni europee CLECAT, ESC, FEPORT hanno denunciato l'anno scorso alla Commissaria alla concorrenza, Margrethe Vestager il comportamento «volto esclusivamente al profitto delle shipping line, a detrimento della resilienza del commercio internazionale e della stessa ripresa economica europea». La prossima settimana tutte le categorie, comprese gli armatori, sono state convocate dalla Commissione Ue per una nuova audizione. «Speriamo – continua Moretto - possa essere una occasione di dialogo aperto e franco con le istituzioni europee».

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