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22 maggio 2020, Aggiornato alle 15,17
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FederPetroli, indotto tiene nonostante calo vendita carburati

Come tutti, spiega il presidente Marsiglia, ci siamo trovati a fare i conti con questa anomala situazione sociale e di mercato


"In questo momento l'indotto fortunatamente mantiene, nonostante un prezzo del greggio in forte caduta non era previsto nei piani annuali di investimento. Come tutti, ci siamo trovati a fare i conti con questa anomala situazione sociale e di mercato". Questa, in sintesi, l'analisi del presidente di FederPetroli Italia, Michele Marsiglia, sul delicato momento che investe la scena internazionale dovuta alla pandemia del coronavirus. "Ad oggi, grazie alle politiche di smart-working si lavora con un regime che visto i tempi possiamo ritenere ottimale. riunioni e conference-call del management vengono regolarmente svolte attraverso i devices e altri tools di interconnessione. La parte operativa/gestionale, non trovandosi in luoghi di ufficio riscontra qualche difficoltà in più per i documenti ma comunque regge l'operatività".

Sull'asset della rete carburanti, continua Marsiglia, "la rete carburanti in questo momento è dove riscontriamo la perdita maggiore se si parla di consumo. La fotografia è internazionale ma se parliamo di Impianti di carburante e stazioni di servizio in Italia l'erogato è sceso di oltre l'80% dai flussi giornalieri pre-epidemia. Un gestore (benzinaio) guadagna circa 3/5 centesimi di euro per litro venduto su self-service e servito, negli ultimi giorni i guadagni giornalieri a lordo di tasse si aggirano in media sui 35 euro, la situazione e disastrosa. Le compagnie petrolifere, in primis Eni hanno dato segnali di aiuto consentendo dilazioni di pagamento sugli acquisti delle autocisterne e sostenendo il gestore con l'acquisto di dispositivi di protezione individuale (DPI) per adeguarsi nell'immediato alle direttive del governo. Questo è stato un grande aiuto ma se la situazione non cambia, molti gestori saranno al collasso con la cessione dell'attività".

Prezzo del greggio a 20 dollari a barile e flessione sulle borse valori dei titoli petroliferi. "L'oil & gas internazionale ha dovuto rivedere investimenti, dividenti e piani di sviluppo, era inevitabile. Il surplus di greggio sia nella lavorazione delle raffinerie in tutto il mondo che nei depositi di stoccaggio fa fatica ad essere smaltito e venduto. Con il greggio che oscilla intorno ai 20 $/B tanti investimenti non possono essere più supportati e l'arco temporale di attesa, ormai è minimo. Nel breve assisteremo a grandi cambiamenti sugli scenari geopolitici per le nuove quote di mercato petrolifere", conclude Marsiglia.
 

Tag: automotive