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Export campano cresce, nonostante il protezionismo. Il report Sace Simest

La prima regione esportatrice del Mezzogiorno ha visto un incremento significativo nei settori dei mezzi di trasporto e prodotti di metallo


La Campania, prima regione esportatrice del Mezzogiorno, ha visto crescere nel 2018 il suo valore dell'export del 2,1% rispetto all'anno precedente. E questo nonostante le tensioni geopolitiche in diversi paesi emergenti e l'escalation protezionista, i cui effetti si stanno rapidamente acuendo, oltrepassando il perimetro della contesa sino-americana. Il trend positivo, confermato anche nei primi mesi del 2019 con un +6,5% rispetto allo stesso periodo del 2018, è stato fotografato da "Export Karma", l'ultimo rapporto export a cura del polo Sace Simest che delinea un quadro sostanzialmente positivo per l'export italiano e delle sue regioni. In particolare l'export campano, evidenzia il rapporto, continua a crescere cogliendo le opportunità offerte dai mercati esteri, sia quelli avanzati sia quelli emergenti. Nel 2018 il valore delle esportazioni di beni è stato di 10,8 miliardi di euro. Di seguito un focus sull'export della regione e una sintesi dei principali risultati pubblicati nel rapporto export 2019 di Sace.

Rapporto Export Sace 2019 - Settori e mercati di opportunità per l'export campano

La Campania si conferma la prima regione esportatrice del Mezzogiorno, nona su scala nazionale, grazie a un aumento del 2,1% dei beni venduti nel 2018, pari a oltre 10,8 miliardi di euro. Stando allo spaccato settoriale circa un quarto del totale esportazioni è rappresentato da prodotti del settore alimentari e bevande, per un valore di € 2,7 miliardi nel 2018, registrando un +0,9%. Significativi sono gli aumenti registrati nella farmaceutica (+7,4%, per quasi 1 miliardo) e degli apparecchi elettrici (+8,1%, € 597,5 milioni). Tra i settori che hanno guidato la crescita delle esportazioni oltre ad alimentari e bevande, segnaliamo anche mezzi di trasporto e prodotti in metallo che insieme costituiscono la metà del totale delle vendite di beni sui mercati esteri.

Sace Simest ha individuato i mercati più promettenti per ciascun settore di punta dell'export campano. Per quanto riguarda la farmaceutica si segnalano Cina e Repubblica Ceca: entrambi hanno registrato importanti tassi di crescita, rispettivamente del 20,4% e del 5,5%. Per il settore alimentari e bevande, invece, il Giappone è cresciuto dello 0,9% e il Brasile del 12,9%. Infine, per il settore degli apparecchi elettrici, Sace Simest suggerisce la Polonia, cresciuta dell'8,8% e la Corea del Sud (+24,1%). 

Tra le principali destinazioni, la Francia è la prima meta per valore dell'export (€ 1,1 miliardi, +5,5% nel 2018), destinazione di circa un quarto delle esportazioni del settore dei mezzi di trasporto. Seguono gli Stati Uniti (€ 1 miliardo, +9,1%), Paese d'arrivo sempre per i mezzi, ma anche dei prodotti alimentari e tessili, e la Germania (€ 1 miliardo, +8,5%), soprattutto per i prodotti in metallo e del food and beverage. La Svizzera registra una variazione molto positiva rispetto all'anno precedente (+8,7%) trainata dall'andamento favorevole della farmaceutica: il 76,9% dei prodotti farmaceutici campani sono infatti esportati in Svizzera. Il Regno Unito, infine, si classifica come prima meta per gli alimentari e bevande e gli apparecchi elettrici (il 20% delle esportazioni totali di tale settore) e la seconda per i prodotti in metallo.

"Export Karma" - Le previsioni dell'export italiano per il 2019-2022

Quello delineato nel Rapporto Export 2019 di Sace Simest è un quadro di opportunità per le imprese italiane. Nonostante le incertezze e il clima di tensione geopolitica, nel prossimo triennio l'export italiano continuerà infatti ad avanzare (+3,4 % nel 2019 e +4,3 % nel 2020-2022) sfiorando i 500 miliardi di euro già nel 2020 e superando i 540 miliardi nel 2021. 

Lo Studio, che include le previsioni 2019-2022 sull'andamento delle esportazioni italiane per Paesi e settori e fornisce approfondimenti sui fenomeni globali a maggiore impatto, prospetta un quadro di vigile ottimismo per le nostre imprese esportatrici. Da qui il titolo del Rapporto, un invito a puntare ancora sulla qualità del Made in Italy cercando di raccogliere tutti i frutti di quanto seminato.

Il rapporto contiene anche una mappatura delle geografie a più alto potenziale per esportazioni e investimenti italiani nel medio-lungo termine: 15 Paesi "irrinunciabili" (Arabia Saudita, Brasile, Cina, Emirati Arabi Uniti, India, Indonesia, Kenya, Messico, Perù, Qatar, Repubblica Ceca, Russia, Stati Uniti, Sudafrica e Vietnam) che da soli hanno intercettato 108 miliardi di euro di vendite nel 2018, un quarto del totale, e 5 nuove promesse (Turchia, Senegal, Colombia, Filippine e Marocco) per le quali è attesa una crescita significativa nei prossimi anni. Un ampio focus è dedicato al settore infrastrutturale, elemento chiave per rafforzare la proiezione internazionale dell'Italia. 
 

Tag: economia