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22 settembre 2021, Aggiornato alle 23,06
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Esercitazione italiana anti-pirateria nel Golfo di Guinea

Simulazione periodica della Marina militare in una dei mari più pericolosi al mondo. Test per coordinare efficacemente Guardia Costiera, Confitarma e, in questo caso, una nave di Grimaldi

La brigata San Marco sale a bordo di "Grande Cotonou"

Il 10 maggio, nelle acque del Golfo di Guinea, si è svolta un'esercitazione anti-pirateria che ha coinvolto la ro-ro Grande Cotonou, Confitarma, la centrale operativa Comando in Capo della Squadra Navale (CINCNAV), la centrale operativa IMRCC della Guardia Costiera italiana (MARICOGECAP), il gruppo Grimaldi di Napoli (proprietario della nave) e la fregata multiruolo Luigi Rizzo della Marina Militare italiana.

Il Golfo di Guinea è un'area di particolare interesse strategico ed economico per il nostro Paese, sia per i numerosi scambi commerciali con i Paesi della regione che in termini di approvvigionamento di risorse energetiche. Si tratta di una zona molto pericolosa, oggi, dove navigare con i mercantili. l'area è interessata da un crescente numero di attacchi di pirateria, influenso sull'approvvigionamento delle materie prime e sul prezzo dei beni di consumo. Per tenere in allenamento equipaggi, armatori e militari, quindi, vengono fatte periodicamente queste esercitazioni che testano soprattutto le procedure di allarme, quelle di sicurezza, le tattiche di difesa e in generale i flussi di comunicazione.
 
Quella del 10 maggio ha visto la simulazione di un tentativo di abbordaggio. L'esercitazione ha avuto inizio con l'attivazione da parte del mercantile attaccato del sistema automatico di allarme di sicurezza (SSAS – Ship Security Alert System), che ha inoltrato un segnale di pericolo alla centrale IMRCC di Roma. In parallelo, il mercantile ha informato la fregata, posizionata da tempo nel Golfo di Guinea sotto la CINCNAV. Luigi Rizzo ha attivato i piani di intervento operativo e di coordinamento con le Marine delle nazioni partner e alleate presenti nella regione. Inoltre, la centrale operativa della Marina, presso CINCNAV, ha fornito la Maritime Situational Awareness, ovvero l'insieme di tutte le informazioni relative alla situazione marittima nell'area nonché l'attivazione dei contatti con le centrali operative delle Marine locali e con tutte le Marine che avevano assetti in grado di poter intervenire, azioni fondamentali per capire come agire. Sempre la Marina ha poi diffuso gli avvisi di pericolosità nell'area alle navi mercantili nazionali, emanando le dovute sailing informations attraverso la Naval Cooperation and Guidance for Shipping (NCAGS).

Ricevuto l'allarme SSAS, in coordinamento con il company security officer di Grimaldi e con Confitarma, la Guardia Costiera ha attivato una procedura di sorvegliana satellitare per individuare eventuali navi mercantili italiane in zona. Nel frattempo, a bordo del mercantile, il comandante ha disposto il ricovero dell'equipaggio all'interno della cittadella, una stanza blindata, mentre lui e il timoniere rimanevano sul ponte per assicurare il governo della nave. Al momento dell'abbordaggio simulato, poi, anche il comandante e il timoniere si sono rifugiati nella cittadella prima di fermare le macchine. Sono state assicurate e provate le comunicazioni con Luigi Rizzo, il quale, una volta ricevute le disposizioni dal CINCNAV, ha raggiunto il mercantile. La forza militare era composta dall'equipaggio della fregata, la brigata San Marco ed elicotteri.

«Ancora una volta – commenta Confitarma - l'esercitazione ha mostrato la costante professionalità e competenza del comandante e dell'equipaggio del Grande Cotonou, a testimonianza dei rilevanti risultati ottenuti dall'armamento nazionale grazie agli ingenti investimenti effettuati per addestrare gli equipaggi ad affrontare situazioni difficili e stressanti, tipiche degli attacchi di pirateria, che spesso vedono proprio nei marittimi le principali "vittime". L'esercitazione ha confermato la consolidata sinergia raggiunta fra CINCNAV, MARICOGECAP, Confitarma, Grimaldi e l'importanza della presenza di unità navali militari nazionali in un'area di cruciale interesse strategico per la salvaguardia degli interessi marittimi del Paese».