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30 settembre 2022, Aggiornato alle 18,08
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Esenzione ART, tra dichiarazione dei redditi e tributi: come regolarsi

Le grandi aziende di autotrasporto stanno ricevendo una lettera. Bisognerebbe rispondergli, ma senza pagare nulla, chiarisce la Fai-Conftrasporto

La sede dell'ART, al Lingotto di Torino (Jean-Pierre Dalbéra/Flickr)

Con il decreto "Energia bis", oltre a un fondo complementare di circa mezzo miliardo di euro l'autotrasporto ha ottenuto, come chiesto più volte dalla categoria, l'esenzione al pagamento del tributo per l'Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART). Nonostante il decreto, però, molte aziende di trasporto su gomma, soprattutto quelle di una certa dimensione, stanno ricevendo comunque la richiesta di tributo. 

Si tratta per lo più di quelle con un fatturato superiore ai 5 milioni di euro, che in queste ultime settimane stanno ricevendo una lettera dell'ART con la richiesta di dichiarazione dei redditi da inviare al sito dell'autorità. Il cavillo risiede nel fatto che l'esenzione stabilita dal decreto 27/2022 riguarda il tributo all'ART ma non la dichiarazione dei redditi all'autorità dei trasporti.

La Fai-Conftrasporto ha interpellato un avvocato, Davide Maresca, legale che segue i ricorsi del sindacato per i tributi richiesti da ART negli scorsi anni, per avere un'interpretazione. Per le aziende che lo ricevono le strade da prendere sono due: fare la dichiarazione accompagnandola con una lettera che chiarisce la natura meramente cautelativa e l'impossibilità di interpretarla come elemento su cui fare affidamento da parte di ART; non effettuare la dichiarazione e inviare una lettera che chiarisce la posizione sull'assenza di obbligo dichiarativo. La prima, la dichiarazione cautelativa, è quella preferibile per la Fai.

«Sulla base della determina 27/2022 – scrive Maresca - le imprese di autotrasporto sono soggette all'obbligo di dichiarazione del fatturato. Tuttavia tale determina pare non essere conforme alla legge in quanto l'obbligo di dichiarazione sarebbe funzionale ad un'obbligazione principale (il pagamento del contributo) che per il 2022 è stato sospeso dalla legge (che però non fa espresso riferimento alla sospensione dell'obbligo dichiarativo). Aggiungo che l'art. 37 del dl 201/2011 prevede una sanzione fino all'1 per cento del fatturato per le imprese che non ottemperano alle richieste informative e dichiarative dell'ART».

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