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29 maggio 2020, Aggiornato alle 16,16
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Emergenza lavoro portuale: sindacati chiedono incontro a Spirito

Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporto proclamano lo stato di agitazione "per la gravissima condizione in cui versano i lavoratori della Culp"


Un confronto con l'Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale per dare attuazione immediata alle misure di sostegno al reddito previste dalle norme. Lo chiedono Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporto che si considerano "in stato di agitazione" e sottolineano per l'ennesima volta la gravissima condizione in cui versano i lavoratori della Culp (Compagnia Unica Lavoratori Portuali) di Napoli, imputabile, scrivono in una nota, "esclusivamente alle ripetute omissioni dei vertici dell'AdSP che hanno di fatto abdicato al proprio ruolo di governance previsto dalla Legge 84/94". 

Una forte crisi
"Si tratta – dicono le organizzazioni sindacali – di una situazione di forte crisi per i lavoratori dell'art. 17 degli scali dell'AdSP del Tirreno Centrale, al pari della crisi economica del 2009; crisi destinata ad aggravarsi ancor più nella stagione estiva, quando la sospensione a tempo indeterminato delle attività croceristiche determinerà una più evidente contrazione del lavoro portuale. Le difficoltà in cui versa il lavoro temporaneo sono state a suo tempo considerate dal legislatore nell'adozione del correttivo porti che, con l'art. 15 bis, ha introdotto misure di sostegno lasciate alla discrezionalità dei vertici delle Authority portuali e rimaste del tutto inattuate nei porti di Napoli e Salerno". 

Le misure negate
"Negli ultimi tre anni, infatti, l'Autorità del Tirreno Centrale ha ostinatamente negato l'attivazione di quelle misure con un accanimento verso il soggetto unico di lavoro temporaneo che sembra motivato, in aperto contrasto con lo spirito della L. 84/94, da un pregiudizio di ideologica ostilità verso quello che viene erroneamente considerato ‘arcaico monopolio", anziché governare il processo di regolazione del mercato del lavoro portuale. Un accanimento che non si rinviene invece verso gli operatori, che ritengono il rispetto delle norme e delle relazioni sindacali un orpello da evitare". 

La centralità del lavoro temporaneo
"Eppure – aggiungono Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporto – la centralità del lavoro temporaneo ex art. 17, chiamato a garantire un servizio di interesse generale, è apparsa con maggior chiarezza durante le fasi più acute dell'emergenza sanitaria da diffusione COVID-19, quando i lavoratori dell'art. 17 degli scali di Napoli e Salerno hanno garantito la continuità delle operazioni portuali. Le frequenti e dannose interpretazioni fornite e adottate dall'AdSP stanno mettendo in grave difficoltà i lavoratori delle imprese ex 17 del sistema portuale, esportando un'immagine dell'Autorità del Mar Tirreno Centrale e dei suoi dipendenti lontana dalla reale potenzialità e capacità". 

Riduzione turni di lavoro
"L'emergenza COVID-19 non ha fatto altro che amplificare una situazione già compromessa, con un'ulteriore drastica riduzione dei turni di lavoro conseguente all‘azzeramento di interi settori di traffico in cui vi era maggiore impiego di lavoro temporaneo. Per tali motivi, il governo sta predisponendo una norma che conferma la centralità del ruolo del lavoro temporaneo nei porti e assegna una copertura finanziaria immediata a atta a garantire ai lavoratori e alle loro famiglie un reddito onorevole. La discrezionalità delle AdSP in questo caso – spiegano i sindacati –  riguarda le forme per la corresponsione del contributo, non l'iniziativa dello stesso, scelta questa compiuta a monte dal legislatore che, al fine di garantire effettività a tali misure, ha stanziato un fondo complessivo di 6 milioni di euro per finanziare il riconoscimento dei benefici previsti da parte delle Autorità di sistema portuale qualora prive di risorse proprie". 

Ritirare il bando
"Chiudendo di fatto la vertenza aperta dalle scriventi organizzazioni sidacali, allorché hanno chiesto il ritiro del bando per il rinnovo della concessione ex art. 17 nel Porto di Napoli, giudicando inattuale rispetto alle condizioni anche determinate dall'emergenza Covid-19, il Legislatore ha previsto una proroga di due anni per le autorizzazioni in corso al fine di salvaguardare la continuità delle operazioni portuali presso gli scali del sistema portuale italiano. In questo scenario, il ruolo dell'ente portuale è apparso inefficace e addirittura ostile: ancora oggi, non si intravedono iniziative amministrative in misura direttamente proporzionale alla norma di legge in fase di pubblicazione sulla Gazzetta. Questa posizione dell'ente, se confermata, la riterremo irrazionale ed irresponsabile". 

Un incontro necessario
"Ci si augura – scrivono i sindacati – che la drammatica situazione sin qui descritta induca finalmente l'Authority campana a riconsiderare la propria disponibilità al confronto con i sindacati, sin qui irresponsabilmente negato, a fronte di numerose richieste di convocazione, allineandosi alle azioni di maggior responsabilità che si registrano da parte della maggioranza delle italiane. Per tutto quanto sin ad ora denunciato e considerato, evidenziando che in assenza di iniziative dell'AdSP, ai lavoratori dell'art. 17 dell'Autorità del Tirreno Centrale non potranno essere corrisposte le prossime retribuzioni, siamo a richiedere un incontro ad horas volto a dare attuazione immediata alle misure di sostegno al reddito previste dalle norme. Tanto al fine di salvaguardare i posti di lavoro, messi a seriamente a rischio, e la continuità delle operazioni portuali presso gli scali dell'Autorità di Sistema portuale del Tirreno Centrale.  A sostegno di tale richiesta – concludono le organizzazioni sindacali – si proclama fin d'ora lo stato di agitazione dei lavoratori ex art. In assenza di convocazione, perdurando la colpevole inerzia dell'ente, si procederà ad attivare più pregnanti forme di mobilitazione nel rispetto delle norme che regolamentano il diritto di sciopero".

La replica di Spirito
Riferendosi allo studio del governo per risanare i bilanci delle compagnie portuali (sostanzialmente), Pietro Spirito risponde ai sindacati: "La norma non è stata ancora pubblicata in Gazzetta Ufficiale, deve essere convertita dal Parlamento. Lamentarsi che vi sia stata data esecuzione di una cosa che ancora non c'è rende le cose ancora più complicate".
 

Tag: porti - lavoro