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18 settembre 2020, Aggiornato alle 12,33
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Economia, in Campania gli affari si fanno via mare

Più della metà dell'import-export avviene con il trasporto navale. Gli alimentari la merce più movimentata. I dati di Srm


In Campania più della metà degli scambi commerciali con il mondo avvengono via mare, in un Paese dove più di un terzo dell'import-export avviene in questa modalità di trasporto. Sono gli ultimi dati del centro di Intesa San Paolo Studi e Ricerche per il Mezzogiorno (Srm).

Nel dettaglio, in Campania, stiamo parlando di merce del valore di 4,7 miliardi di euro che viene sbarcata e imbarcata nei porti, pari al 54 per cento del totale. In Italia la quota è del 36 per cento su un import-export totale di 106 miliardi. Nel Mezzogiorno la quota sale al 60 per cento, pari a 21,3 miliardi, in calo rispetto al primo semestre del 2015, ma di poco (-0,8%) e comunque meglio del dato nazionale (-1,4%). I tipi di merce maggiormente movimentata in Campania sono: alimentare (17,4%), chimica (14,6%), metalli (14,3%), mezzi di trasporto (12,8%). Le zone del mondo dove la Campania esporta di più sono prima di tutto l'Asia orientale con un quarto del totale, seguono l'Europa a 28 (16%), il Nord America (13%) e l'Africa settentrionale che è in crescita al 9,9%.

In una delle regioni più giovani d'Italia, alto è il numero di "start up" connesse al mare: su un totale nazionale di 18,197 società, poco più della metà (53%) si trovano lì. 

Infine, Napoli e Salerno sono due province con un gran numero di imprese che fanno affari tramite il mare. Nel capoluogo sono 15,694, a Salerno 5,111, rispettivamente la seconda e la quinta in Italia. Napoli è anche la terza provincia per valore aggiunto prodotto dal settore marittimo con oltre 2,7 miliardi, pari al 77% del totale regionale che vale 3,5 miliardi. Nel Mezzogiorno questa quota sale a 14 miliardi, un terzo del totale nazionale (42,5 miliardi).