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08 aprile 2020, Aggiornato alle 16,16
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Logistica

Economia, commercio estero in forte crescita. Finora

Produzione industriale italiana scarsa ma i container si incrementano. Recessione scongiurata se entro pochi mesi l'emergenza Coronavirus rientra. Il rapporto 2019 di Fedespedi


Alle precedenti preoccupazioni legate soprattutto alle politiche commerciali protezionistiche e alle tensioni nel Medio Oriente, si è aggiunta inaspettatamente l'epidemia del Covid-19, i cui effetti sulla nostra economia e su quella internazionale sono potenzialmente molto gravi. Questo in sintesi l'ultimo quadrimetrale di Fedespedi sullo stato di salute dell'economia legata alla logistica dei trasporti, nel suo 16esimo rapporto Economic Outlook. Il rapporto, che si avvale stavolta anche dei centri studi World Capitale ed Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, contiene dati macroeconomici del 2019, l'andamento dei traffici marittimi in Italia e all'estero, del cargo aereo e del traffico autostradale.

Allo stato attuale è molto difficile fare previsioni anche a breve termine; tutto dipenderà dall'estensione dell'epidemia a livello globale, dalla sua durata nel tempo, dalla possibilità che il momento di crisi si esaurisca, o quanto meno si attenui, nell'arco di pochi mesi. In caso contrario, è facilmente prevedibile una fase di recessione economica, la cui durata è legata agli stessi fattori prima evidenziati.

Per quanto riguarda il 2019, l'anno si è chiuso con una modesta crescita del Pil, pari allo 0,2 per cento, una situazione di sostanziale immobilità collegata soprattutto alla debolezza della produzione industriale, che lo scorso anno ha subito una flessione dell'1,3 per cento sul 2018. La produzione manifatturiera italiana risente in modo significativo del forte calo della produzione industriale in Germania, scesa nel 2019 dell'1 per cento circa, ma con una flessione del 2,5 per cento a dicembre.

Una nota positiva viene dal commercio estero che si conferma il motore dell'economia italiana. Infatti, nonostante le incertezze a livello internazionale, l'export italiano nel periodo gennaio-novembre 2019 ha segnato una crescita del 3,8 per cento, realizzando un deciso aumento del saldo commerciale passato da 33,4 a 47,7 miliardi di euro. I risultati migliori sono stati realizzati verso il Nord America (+14,0%) e verso l'UE a 28 (+7,3%). In decisa crescita anche le esportazioni verso i paesi dell'estremo Oriente (+5,5%).

I porti italiani nel 2019 hanno movimentato 10,63 milioni di TEU, in aumento dell'1,8 per cento sul 2018. Ottimi i risultati di alcuni porti come Napoli (+20,8%), Livorno (+19,4%) e Trieste (+8,8%). Buoni anche i risultati di alcuni porti minori come Ancona (+10,8%) e Civitavecchia (+3,8%). Il porto di Genova, nonostante le note difficoltà che ha dovuto affrontare, realizza comunque una crescita, seppur modesta, dello 0,2 per cento. Da rilevare, da una parte la ripresa del traffico nel porto di Gioia Tauro (+8,4%), conseguenza probabile dei nuovi assetti proprietari del terminal container, dall'altra l'accentuarsi della crisi del porto di Cagliari (-55,1%) dopo l'uscita di Contship come gestore del terminal e l'abbandono della toccata da parte di Hapag Lloyd.

I principali porti del Mediterraneo hanno movimentato complessivamente 30,7 milioni di TEU con un aumento dell'11,5 per cento sul 2018. Da segnalare le decise crescite di Tangeri (+38,2%) e del Pireo (+28,1%), diventato il maggiore porto del Mediterraneo. Per quanto riguarda i porti del Northern Range l'aumento è stato del 2,5 per cento.

Il 2019 è stato un anno difficile per quanto riguarda il cargo aereo italiano, che ha evidenziato nel corso dell'anno una flessione del 3,2 per cento, con punte del -7,3 per cento a Bologna, del -6 per cento a Venezia e del -5,5 per cento a Roma FCO. Anche Milano MXP, il maggiore aeroporto italiano, ha evidenziato una flessione del 2,5 per cento. In controtendenza alcuni aeroporti minori come Brescia (+29,1%), Pisa (+11,2%) e Taranto (+11%).