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28 settembre 2020, Aggiornato alle 15,31
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Ecco Geolana, la pelliccia mangia petrolio

Il nuovo materiale, progettato dall'Università di Cagliari e Edilana, può essere utilizzato nei porti e in aree balneari


Pensi alla lana e la associ subito a un morbido pullover che ti difende dai rigori dell'inverno. Ma adesso la pelliccia delle pecore può essere utilizzata anche per ripulire (almeno in parte) il mare. Il nuovo e imprevedibile derivato del vello più diffuso al mondo si chiama Geolana ed è un prodotto tessile "intelligente" le cui microcelle sono in grado di catturare e trattenere gli idrocarburi petrolchimici.


Geolana è stato progettato dal dipartimento di Ingegneria sanitaria e scienze tecnologie e biomediche dell'Università di Cagliari e dalla società Edilana. Immerso nel mare, questo materiale funziona da assorbitore e minidepuratore naturale per assolvere all'inquinamento presente nei porti, porticcioli con annessi stabilimenti balneari, zone costiere, aree di pesca, siti industriali. Con un chilo del prodotto, spiegano i ricercatori, si riesce ad assorbire da 7 a 14 chili di idrocarburi e può essere riutilizzato.