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Porto di Napoli
20 novembre 2018, Aggiornato alle 17,16
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Infrastrutture

Duci (Federagenti): "Riforma porti, 2017 anno di verifica"

Il presidente dell'associazione è convinto che nell'anno appena cominciato le nuove autorità di sistema potranno (e dovranno) dimostrare le loro potenzialità


Il 2017 per i porti italiani sarà l'anno della verità perché la tanto attesa e chiacchierata riforma sarà finalmente messa alla prova. Gian Enzo Duci (nella foto), presidente di Federagenti, è convinto che nell'anno appena cominciato le nuove autorità di sistema potranno (e dovranno) dimostrare le loro potenzialità.


"I conflitti di interesse sembrano superati – spiega in una nota Duci – e sono state fatte scelte precise sulle presidenze: tecnici con esperienza politica limitata. Ora bisogna capire se questo sistema di governance, dove molte delle decisioni chiave vengono prese a Roma e poi messe sul territorio in un'ottica di coordinamento, riuscirà a rimettere in moto il sistema portuale italiano e a fargli fare il salto di qualità".


La riforma debutta, ma "secondo me manca ancora un pezzo" continua Duci: "Serve una legge speciale che dia a un paio di porti e interporti gli strumenti per operare in un contesto internazionale molto aggressivo in cui si stanno realizzando forme di concentrazione progressive, come nel settore dei container, per cui le scelte di quattro o cinque operatori possono fare la fortuna o la sfortuna di un sistema marittimo-portuale-logistico".


Cancellati i comitati portuali, sostituiti dai comitati di gestione solo pubblici, il confronto con categorie produttive e sindacati avverrà nei tavoli di partenariato. "Potranno dare solo indicazioni. Ma se non saranno seguite il comitato di gestione dovrà dare una giustificazione tecnica e una motivazione con una forma di tipo giuridico. La mia speranza – conclude Duci – è che non diventino fonte di contenziosi continui con ricorsi alla giustizia amministrativa".