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15 novembre 2019, Aggiornato alle 12,42
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Politiche marittime

Dragaggi bloccati, Venezia e Chioggia in sciopero

Lavoro in crisi perché i ministeri non autorizzano l'escavo. Sciopero anche a Genova per il licenziamento di un lavoratore

(civonline)

Due scioperi proclamati in pochi giorni, a Venezia-Chioggia e a Genova. Al centro c'è il lavoro, ma per ragioni diverse. Sullo scalo adriatico è la paralisi della burocrazia a mettere in pericolo i posti di lavoro: non si fanno i dragaggi, i ministeri non autorizzano l'escavo dei fondali e le navi non riescono ad entrare, le merci non si possono scaricare, i servizi saltano e l'indotto delle banchine va in crisi. Dall'altro lato, sull'Alto Tirreno, la protesta, proclamata per il 31 ottobre, è scattata per il licenziamento di un dipendente di Grandi Navi Veloci, senza giusta causa secondo Fit Cisl, Filt Cgil e Uiltrasporti.

Venezia e Chiggia
«È una crisi paradossale. Il lavoro non manca, anzi la domanda è in crescita, ma se non si procede alla normale manutenzione di canali e rive il porto chiude», spiega Natale Colombo, segretario generale della Filt Cgil. Dalle tre sigle sindacali è stato proclamato uno sciopero di 72 ore, con il giorno ancora da fissare. La ragione è la paralisi dovuta ai mancati dragaggi. I ministeri dell'Ambiente, dei Trasporti e il Provveditorato, spiegano i sindacati, non si assumono la decisione di procedere alla manutenzione dei canali di entrata al porto, soggetti all'insabbiamento sia per la conformazione lagunare della zona che per le dune create dalle eliche delle navi. 
Uno stop che rappresenta una battaglia di civiltà, secondo Natale Colombo, segretario nazionale di Filt Cgil. «Le stime sul lavoro perso e che si perderà non possono lasciarci indifferenti», spiega. La mobilitazione serve a spronare il ministero dell'Ambiente affinché proceda rapidamente, per le proprie competenze, ad autorizzare gli interventi utili alla manutenzione ed agli escavi dei fondali. Va rispettato l'ambiente, certamente, ma anche i lavoratori affinché si salvaguardi il lavoro legato ai circa 50 mila container che si stimano in meno da qui alla fine dell'anno. Non possiamo assolutamente - ha proseguito Colombo - consentire un ulteriore attacco al lavoro ed al porto di Venezia già strozzato da vincoli e limitazioni che ne stanno precludendo lo sviluppo e la competitività. Le limitazioni ai fondali stanno danneggiando l'intero tessuto commerciale del porto e tutte le attività che ruotano intorno ad esso. Faremo sentire la nostra voce e le nostre ragioni ovunque ci sia bisogno di farlo, perché il lavoro è prezioso non solo per i portuali ed il loro territorio ma per l'economia del nostro sistema paese».

Genova
La proclamazione viene dai dipendenti di Grandi Navi Veloci, poi appoggiati dai sindacati. Nei giorni scorsi la compagnia marittima ha licenziato un dipendente delle biglietterie per soppressione della mansione,  «quindi senza nessun preavviso o sanzione precedente», si legge in una nota di Filt Cgil  Fit Cisl e Uiltrasporti. L'assemblea dei lavoratori «ha deciso di intraprendere per il giorno 31 ottobre una prima azione di 24 ore di sciopero di tutti i lavoratori Gnv di un'ora di ritardo partenza nave per il personale marittimo».

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