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04 dicembre 2020, Aggiornato alle 21,47
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Logistica

Dogane, anche Civitavecchia entra nello "Smart Terminal"

Ottavo porto a istituire una cabina di regia che con cadenza mensile stabilirà le procedure di semplificazione dei controlli, soprattutto sul fronte dello sdoganamento anticipato in mare

Marcello Minenna, direttore generale dell'Agenzia delle Dogane, e Francesco Maria di Majo, presidente dei porti di Roma

Il direttore generale dell'Agenzia Dogane e Monopoli, Marcello Minenna, e il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale (AdSP) del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Francesco Maria di Majo hanno siglato oggi un accordo che dà attuazione ai protocolli quadro recentemente siglati dall'Agenzia con l'Associazione porti italiani (Assoporti) e il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT).

In altre parole, Civitavecchia è l'ottavo porto ad avviare lo "Smart Terminal", termine con il quale si indicano procedure più semplificate per i controlli, tra cui il manifesto anticipato della merce in mare. Il principale obiettivo è il rilancio della competitività del sistema portuale e logistico dei porti italiani, in questi caso di quelli di Roma e del Lazio, anche attraverso la completa digitalizzazione delle procedure doganali e l'interoperabilità dei sistemi.

Si istituisce una cabina di regia da riunirsi con cadenza mensile. Si prevede anche la partecipazione dell'Agenzia delle Dogane nelle sedute del Comitato di gestione dell'Adsp e dell'Organismo di partenariato della risorsa mare, in qualità di uditore.

A Civitavecchia, come negli altri sette porti protocollati all'Agenzia delle Dogane (Bari, Genova, Ravenna, Trieste, Napoli, Taranto e Venezia) «stiamo ponendo ogni impegno per attivare tutte quelle sinergie atte a creare un costruttivo e costante dialogo tra le esigenze degli operatori e i compiti istituzionali assegnati all'Agenzia», spiegA Minenna. Abbiamo gli strumenti per essere altamente competitivi e i porti possono essere il centro della crescita del Paese».

Per di Majo «oggi si è avviato un importante processo che porterà, tra le altre cose, a velocizzare le procedure riguardanti il controllo delle merci, più volte sollecitato dagli stessi operatori del settore, e che faciliterà ulteriormente la costituzione di un corridoio doganale controllato relativo alla tratta porto di Civitavecchia–Pomezia-Santa Palomba. Ma il protocollo d'intesa diventa importante e funzionale anche alla creazione della Zona Logistica Semplificata. Dobbiamo infatti essere pronti a cogliere il fenomeno del re-shoring, ovvero della rilocalizzazione nel Paese di siti produttivi in precedenza delocalizzati nelle nazioni asiatiche, che sta assumendo una notevole importanza alla luce del diminuito differenziale del costo del lavoro e di altri fattori produttivi, come la maggiore qualità assicurata dalle aziende nazionali. Peraltro, anche l'epidemia Covid-19 sta esercitando una forte accelerazione in questa direzione anche in ragione della crescita dei costi dei trasporti e dello stoccaggio delle merci. È quindi evidente che una futura area ZLS, se accompagnata anche dalla creazione di una Zona Franca Doganale, può risultare attrattiva per gli imprenditori italiani di ritorno».