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16 luglio 2020, Aggiornato alle 16,00
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Dl Rilancio, Confetra presenta gli emendamenti per la portualità

Ora che il decreto passa in Parlamento, con una serie di proposte (anche collaterali, per esempio al MEF) la confederazione chiede più risorse a quelle "esigue" destinate al cluster


Provare a correggere ciò che c'è da correggere ora che il decreto economico "Rilancio" passa in Parlamento per la conversione in legge. È stata riconosciuta la centralità della logistica e sono state stanziate grandi risorse per tamponare l'emorragia di lavoro e fatturati. Ora, però, c'è da intervenire sulle «esigue risorse stanziate a vantaggio di porti e cluster portuale», secondo Silvia Moretto, vicepresidente vicaria di Confetra intervenuta oggi, insieme al resto del cluster marittimo italiano, in audizione alla Commissione Trasporti della Camera.

La confederazione logistica, che siede nel Cnel, ha presentato una dozzina di emendamenti al DL Rilancio. «Abbiamo presentato a Palazzo Chigi e alla ministra De Micheli – spiega Moretto - il nostro dossier sulle semplificazioni. Aspettiamo l'allegato Infrastrutture e il PNR per capire la direzione di marcia che, anche nei nostri settori, il governo vorrà intraprendere. Abbiamo apprezzato il taglio dell'IRAP, anche se la principale misura di civiltà fiscale resta la riduzione del cuneo sul costo del lavoro. E in questa direzione, abbiamo presentato al MEF una compiuta proposta che potrebbe riguardare almeno, sperimentalmente in una prima fase, gli 8 milioni di lavoratori privati che non si sono fermati durante il lockdown». 

Gli emendamenti di Confetra

Inoltre, ha continuato Moretto, «dovremmo anche confrontarci sugli investimenti, pubblici e privati, sul gap logistico e infrastrutturale che separa drammaticamente il Mezzogiorno dal resto d'Italia, e l'Italia dal resto d'Europa, e su come sostenere davvero l'export a vantaggio di manifattura e logistica italiane posizionando bene il Paese nel complesso scenario del commercio globale di oggi tra "via della seta", Brexit, guerra dei dazi. Insomma, chiediamo al governo, fin dai prossimi Stati Generali, di alzare l'asticella e misurarsi positivamente con noi su un grande "Progetto Paese" che abbia la logistica e l'industria al centro dell'agenda politico-economica. Né più né meno di ciò che avviene in Germania, Francia, e in tutti i grandi Paesi industrializzati europei e del G8, che tuttavia continuano a distanziare pesantemente l'Italia nel Logistic Performance Index».