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04 dicembre 2022, Aggiornato alle 10,16
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Infrastrutture

Da Intesa Sanpaolo altri 5 miliardi per Zes e Zls

Dopo il plafond di 1,5 miliardi del 2017, la banca rilancia gli investimenti produttivi per stimolare l'area "free zone" che in Italia stenta a decollare

Il grattacielo di Intesa Sanpaolo a Torino, sede nazionale della banca

Intesa Sanpaolo ha presentato martedì scorso a Napoli un piano di valorizzazione delle Zone economiche speciali (Zes) istituite nel Mezzogiorno e delle Zone logistiche semplificate (ZLS) in fase di realizzazione nel Centro Nord. La banca ha annunciato un plafond di 5 miliardi di euro dedicato agli insediamenti produttivi e alle opere di adeguamento infrastrutturale, un roadshow internazionale per attrarre capitali dall'estero e un programma di attività di reshoring. Inoltre, per le imprese che investiranno all'interno di ZES e ZLS è prevista una linea di finanziamento dedicata che riconosce un'agevolazione sul tasso d'interesse.

Queste aree sono potenzialmente strategiche per la crescita dell'economia marittima e hanno l'obiettivo di creare una sinergia tra il sistema logistico-portuale e l'industria manifatturiera per favorire, attraverso incentivi fiscali e amministrativi, nuovi investimenti. Le misure messe in campo dal Gruppo sono state illustrate nella sede napoletana delle Gallerie d'Italia nel corso di un convegno in cui, oltre a rappresentanti istituzionali e player globali del settore marittimo, è intervenuto anche Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, oltre a Giuseppe Nargi, direttore regionale Campania, Calabria e Sicilia di Intesa Sanpaolo, e a Massimo Deandreis, direttore generale di SRM.

Dopo aver predisposto un primo plafond di 1,5 miliardi nel 2017, sono state organizzate specifiche missioni all'estero, come quelle di Pechino e Dubai, per coinvolgere investitori internazionali. È stato anche creato un desk specializzato per gli imprenditori che offre supporto ottimizzando i business plan presentati. Inoltre, Intesa Sanpaolo ha siglato accordi di collaborazione con le autorità di sistema portuale di Puglia, Trieste e Venezia e con i commissari straordinari delle ZES di Campania, Sicilia, Abruzzo.

Secondo un'analisi di SRM, il centro studi collegato a Intesa Sanpaolo, nelle free zone si registra una crescita dell'export fino al 4 per cento e un aumento del traffico di container capace di raggiungere l'8,4 per cento. Il PNRR punta sulle Zes assegnando 630 milioni di euro a progetti logistico-portuali e di connessione ferroviaria per consolidare i collegamenti tra i porti e le aree produttive, con l'obiettivo di assicurare un adeguato sviluppo dei collegamenti con la rete nazionale dei trasporti e in particolare con le reti transeuropee, le TEN-T. La Zes Campania è l'area che ha ricevuto il maggior numero di fondi con 136 milioni di euro. A queste risorse si aggiungono ulteriori 3,4 miliardi di euro che il Piano riserva a interventi sui porti del Mezzogiorno. Ad oggi ci sono otto Zes nel Sud Italia e sette Zls nel Centro Nord in fase di evoluzione.

Sono tutte aree con sbocco nel Mediterraneo, che continuerà a crescere nel periodo 2021-2026 e diventerà la seconda area marittima del mondo dopo la Cina a registrare i maggiori tassi di incremento del traffico portuale: 3,7 per cento nel Mediterraneo Orientale e 2,9 per cento nel Mediterraneo Occidentale. «Il Mediterraneo rappresenta l'un per cento dei mari della terra ma vi transitano il 20 per cento del traffico marittimo mondiale e il 27 per cento dei servizi di linea container», spiega Gros-Pietro, che continua «è una situazione in evoluzione, in sintonia con l'evoluzione della globalizzazione, tesa a mitigare i rischi messi in evidenza dalla crisi pandemica e dalle irregolarità lungo le catene di fornitura, non soltanto dovute alla pandemia. Nell'ambito di una globalizzazione in evoluzione, ma non in declino, tendono a consolidarsi sistemi regionali ampi, e tra questi il Mediterraneo è già particolarmente sviluppato, e con spiccate prospettive di ulteriore crescita. Alla sponda settentrionale, composta da economie tecnologicamente avanzate e sofisticate, si contrappone una sponda meridionale caratterizzata da una forte crescita demografica ed economica. Alle spalle della costa mediterranea, l'intera Africa, che oggi conta circa 1,4 miliardi di abitanti, mostra il più alto tasso di crescita demografica al mondo e si stima che nel 2050 conterà 2,5 miliardi di persone. Il traffico marittimo sarà il supporto della loro collaborazione e gli armatori italiani, dominatori non soltanto dello short shipping, hanno già adesso un ruolo da protagonisti».

La congiuntura internazionale sta inoltre accelerando il processo di "regionalizzazione della globalizzazione" nel Mediterraneo, determinando un aumento dei traffici marittimi circoscritto in specifiche zone con rotte di breve-medio raggio. Questa dinamica rappresenta un'importante opportunità per l'Italia che in questa area è leader per movimentazione in Short Sea Shipping con 244 milioni di tonnellate gestite e una quota di mercato del 38%. Le ZES e le ZLS possono favorire questa transizione e rappresentare uno strumento innovativo per creare ulteriore valore aggiunto.

Tag: economia