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10 agosto 2020, Aggiornato alle 19,36
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Crollano gli utili Hapag Lloyd, ma per il bunker super raffinato

Tra gennaio e marzo il nuovo carburante a basso tenore di zolfo ha fatto schizzare i costi di rifornimento del 400 per cento. Ricavi e trasportato in crescita


Nel primo trimestre di quest'anno l'utile netto di Hapag-Lloyd è crollato del 74 per cento, mentre quello operativo del 25 per cento. E non per colpa del Coronavirus, almeno non ancora, ma per via degli altissimi costi del nuovo bunker super raffinato obbligatorio per tutti dal primo gennaio. L'utile netto è stato di circa 25 milioni di euro, rispetto ai 96 milioni del primo trimestre 2019.

Ci si aspetta, quindi, un bilancio ancora peggiore nel secondo trimestre, così come se lo aspetta Maersk, considerando che il lockdown è iniziato ad estendersi gradualmente in tutto il mondo a partire da marzo. Anche se l'armatore tedesco, così come tutti gli altri, sottolinea che nel frattempo ci sarà stata una ripianificazione dei costi di servizio, al ribasso.

I ricavi della compagnia di Amburgo, però, sono cresciuti del 9 per cento, pari a 3,3 miliardi di euro (+10%), grazie all'aumento dei volumi di trasporto, che hanno raggiunto i 3 milioni di TEU, e dei noli che sono leggemente cresciuti mantenendo una media poco sopra i mille dollari per TEU.

I costi per il carburante sono stati molto alti per via dell'introduzione il primo gennaio, per tutte le navi mercantili, di un bunker a basso contenuto di zolfo. Il costo medio per tonnellata di carburante è schizzato da 98 dollari del primo trimestre 2019 a ben 523 dollari dei primi tre mesi di quest'anno, un incremento di oltre il 400 per cento.

«Nonostante la pandemia di Coronavirus, abbiamo iniziato l'anno in modo positivo. Volumi di trasporto più elevati e migliori tariffe hanno aumentato i nostri ricavi. Il risultato finanziario è inferiore al primo trimestre dell'anno precedente perché abbiamo dovuto affrontare prezzi del bunker più elevati dopo le nuove regole dell'IMO 2020 in vigore dal primo gennaio», spiega Rolf Habben Jansen, amministratore delegato di Hapag-Lloyd.

Aspettandosi una relativa ripresa dopo il picco epidemico e di lockdown del secono trimestre, il consiglio di amministrazione di Hapag Lloyd prevede di chiudere l'anno con un EBITDA in crescita d 1,7 a 2,2 miliardi di euro, con un EBIT che salirà da 500 milioni a un miliardo.  «Tuttavia – conclude Jansen - a meno che non vi sia una ripresa della domanda di servizi di trasporto di container anticipata e più forte del previsto, questi risultati saranno appena raggiungibili allo stato attuale».