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10 agosto 2020, Aggiornato alle 19,36
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Crociere, Merlo (Federlogistica): "È il settore più esposto di tutti"

In Italia occupa circa 120 mila persone. L'azzeramento dei canoni non funziona. Finanziamenti SACE ai cantieri e un tavolo di confronto per ripartire

Diamond Princess ormeggiata al Daikoku Pier Cruise Terminal del porto di Yokohama, il 7 febbraio (Reuters)

Le crociere sono state il settore più colpito dalla crisi sistemica scatenata dal lockdown. Diversamente dalle altre compagnie marittime, hanno dovuto completamente fermare le loro flotte, con conseguenze molto gravi sull'occupazione. Secondo Luigi Merlo, presidente di Federlogistica-Conftrasporto, bisogna subito lanciare un tavolo per sostenere un comparto industriale che in Italia occupa 120 mila persone. Secondo Merlo nell'ultimo decreto economico - il DL Rilancio, una manovra da 55 miliardi, pari a circa due finanziarie - le crociere sono state «totalmente ignorate, seppure buona parte del destino della cantieristica navale italiana sia legato proprio a questo comparto. Non ci sono sostegni dal ministero del Turismo e neppure da quello dei Trasporti».

«L'unico provvedimento che poteva essere utile - spiega Merlo - era quello relativo all'azzeramento dei canoni demaniali del terminal crociere, ma è una misura destinata a rimanere inattuata se non sarà modificata. Infatti gli oneri vengono scaricati sui bilanci delle Autorità di sistema portuale che nella maggior parte dei casi non hanno le coperture necessarie».

Le previsioni di quest'anno per l'Italia annunciavano un movimento tra sbarchi e imbarchi di circa 13 milioni di persone. Intere economie dell'indotto dipendono da questo traffico, come Civitavecchia, il porto della Capitale. Secondo Merlo bisognerebbe garantire un forte sostegno al settore da parte di SACE per le costruzioni navali; prevedere misure a sostegno anche del turismo crocieristico; istituire urgentemente un tavolo con i Ministeri dei Trasporti e dello Sviluppo Economico per avviare, prima possibile, la ripartenza del settore».

Si tratta, ironia della sorte, del settore maggiormente in crescita nello shipping, e non negli ultimi anni ma da almeno una ventina, con curve esponenziali di crescita nelle commesse ai cantieri, nei passeggeri imbarcati, nelle nuove aree di mercato aperte. «Le compagnie si stanno organizzando con significativi investimenti per garantire crociere sicure e innovative ma hanno bisogno di risposte», conclude Merlo.