|
napoli 2
01 dicembre 2020, Aggiornato alle 18,54
intersped 2

Informazioni MarittimeInformazioni Marittime

unitraco2
Cultura

Crociere, l'unico luogo rimasto per la vacanza tradizionale?

Nel Mediterraneo sono operative due navi, e solo sul lato Occidentale. Il resto del mondo è fermo. Intanto è l'unico posto dove i ristoranti e i teatri sono aperti e non bisogna tornare a casa entro le 22

Una pubblicità di Cunard Line degli anni Cinquanta (pinterest)

a cura di Paolo Bosso

Le crociere stanno profondamente cambiando. Sembrano lontanissimi i volumi degli anni scorsi, quando si movimentavano circa 30 milioni di passeggeri nel mondo, con il Belpaese a rappresentare un terzo del totale. Quest'anno il crollo sarà tra l'80 e il 90 per cento, o del cento per cento, a seconda dell'area di mercato. L'anno prossimo, comunque vada, sarà molto improbabile che si ritorni ai livelli pre-crisi.

L'unica vacanza tradizionale rimasta?
Intanto l'industria del settore si sta riorganizzando. Sono fermi, almeno fino alla fine dell'anno, quasi tutte le compagnie da crociera. Sono state rimandate le crociere invernali ai Caraibi e per ora una normale stagione estiva nell'altro emisfero sembra un'opportunità più che remota. In Italia sono operative attualmente due navi da crociera, Msc Grandiosa e Costa Smeralda, entrambe nel Mediterraneo Occidentale con tappe a Genova, Civitavecchia, Napoli, Palermo, Messina, Cagliari e La Valletta. 

Curiosamente, come ha sottolineato Ticketcrociere, l'analista dell'agenzia di viaggi Taoticket, sembrerebbe che in questo momento la crociera sia l'unica vacanza "tradizionale" rimasta: c'è il mare (con bagno in piscina), i ristoranti sono aperti, si può prendere un aperitivo al bar, passeggiare senza portarsi dietro l'autocertificazione, guardare uno spettacolo di cabaret, sentire musica dal vivo, giocare d'azzardo, cenare fuori. Nessuna di queste attività chiude alle 18, né bisogna rientrare a casa prima del coprifuoco alle 22.

La nave da crociera si presenta, sotto questo punto di vista, come un luogo non meno o più sicuro di qualsiasi altro luogo pubblico. È anche una realtà economica notevole, con un volume d'affari da decine di miliardi di euro l'anno soltanto in Europa. O almeno lo è stata. Tanto da spingere due organi dell'ONU, il legislatore marittimo internazionale IMO e l'organizzazione mondiale del turismo UNWTO, a chiedere recentemente ai governi la ripartenza delle navi.

Sotto questo punto di vista, come ha sottolineato l'analista dell'agenzia di viaggi Taoticket, Ticketcrociere, le navi sono le uniche "zone verdi" in un'Italia divisa in regioni gialle, arancioni e rosse. Prima di salire a bordo è obbligatorio il tampone e per tutta la durata delle crociere si è continuamente incentivati a rispettare le norme igieniche e sanitarie. Si scende a bordo in "escursioni protette", con percorsi guidati a tappe prefissate e senza possibilità di essere liberi di muoversi in autonomia, con lo scopo di evitare al minimo le esposizioni al contagio.

«Il concetto della nave come "zona verde" ha creato nuova domanda e la risposta in questo particolare momento è stata cambiare format per incontrare le esigenze dei viaggiatori», spiega Matteo Lorusso, responsabile social media di Ticketcrociere. «Sono nati – continua - itinerari brevi da vivere a bordo della nave e a terra con le escursioni protette. Un'idea che può essere vincente per festeggiare Natale o Capodanno». Crociere più brevi, rispetto alle classiche settimanali con quasi altrettanti approdi, per  riproporre la cara vecchia vacanza pre-Covid.

-
credito immagine in alto