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Crociere, Italia primo paese Ue. Ma non cresce più

I dati di Cemar al Seatrade Cruise di Miami. Passeggeri movimentati in crescita, in leggero calo numero di navi e compagnie


Anche nel 2016 l'Italia si conferma la prima destinazione europea per il settore delle crociere. È quanto emerso dall'ultima analisi della genovese Cemar Agency Network nell'ambito del Seatrade Cruise Global in corso a Fort Lauderdale fino a giovedì 17 marzo. Nel corso della fiera internazionale sono stati presentati gli ultimi studi – su dati delle compagnie da crociera - dell'agenzia guidata dal presidente Sergio Senesi.
  
Nonostante l'Italia si confermi prima destinazione europea per il settore crocieristico, le proiezioni indicano una sostanziale stabilità del mercato italiano: il 2016 si chiuderà con 10,9 milioni di passeggeri movimentati, pari a una crescita dello 0,37 per cento sul 2015. 4,854 gli approdi (+2,8%).
 
La stabilità del mercato italiano non è in linea con il trend a livello globale. «Il mercato crocieristico – spiega Senesi - conferma la solidità e l'appeal di sempre con un forte incremento a livello mondiale. Il prezzo del bunker è ai minimi storici e l'indebolimento dell'euro favorisce l'afflusso di crocieristi da Stati Uniti e Gran Bretagna. L'Italia è però ferma ai numeri dello scorso anno, nonostante le nuove navi che usciranno a breve dai cantieri, il ritorno di alcune compagnie e le numerose variazioni d'itinerario effettuate per eliminare gli scali del Nord Africa e della Turchia a causa dello scenario geopolitico». Come si spiega questa stabilità in Italia che, a detta di Cemar, equivale a una "stagnazione"? «C'è troppa burocrazia e poca disponibilità a fare sistema» secondo Senesi, «si sente la mancanza di strategie comuni e di una regia nazionale volta a incrementare il traffico crocieristico nel Paese. Da anni denunciamo le problematiche legate allo stop delle grandi navi a Venezia, che crea gravi difficoltà al settore, rallentando il traffico dell'intero Mar Mediterraneo. Da anni parliamo di Portofino, dove si attende il via libera per riavvicinare le navi al borgo, e dei problemi di banchine a La Spezia. Anche la stagione 2017 rischia di essere fortemente compromessa».
 
Secondo le previsioni di Cemar Agency Network, al termine del 2016 saranno transitate nelle acque italiane 146 diverse navi da crociera contro le 151 del 2015, in rappresentanza di 52 compagnie di navigazione (51 nel 2015). I porti italiani coinvolti nell'attività crocieristica passano da 79 del 2015 a 73 che, in alta stagione, daranno origine a una movimentazione passeggeri con punte di oltre 75mila unità al giorno
 
I porti
Civitavecchia si conferma il principale porto crocieristico italiano anche nel 2016, con 2.310.000 passeggeri movimentati, seguita da Venezia (1.550.000 pax), Napoli (1.170.000), Genova (980.000), Savona (960.000) e Livorno (750.000). Questi sei porti gestiscono oltre il 75% del traffico crocieristico nazionale. A seguire in ordine i porti di La Spezia, Palermo, Bari, Messina, Cagliari, Salerno, Olbia e altri 61 porti minori.  
 
«Rileviamo infine il crescente successo riscosso dai  sistemi di prenotazione crociere online – conclude Senesi –  ai quali gli utenti si rivolgono con sempre maggior frequenza e familiarità».
Tag: crociere