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18 maggio 2024, Aggiornato alle 18,37
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Credito armatoriale, la nave come asset infrastrutturale

Il Parlamento europeo ha votato a favore di una modifica del regolamento di Basilea che aiuta le banche a subire meno assorbimento di capitale rilanciando i finanziamenti. Confitarma soddisfatta

(Tony Webster/Flickr)

Il Parlamento europeo ha votato favorevolmente la nuova proposta per il regolamento di Basilea, il cosiddetto Basel III, che per il settore marittimo prevede l'assimilazione del credito navale a quello di un'opera infrastrutturale, in forza del valore della nave quale assett. Una modifica caldeggiata dagli armatori tramite l'European Community Shipowners Association, in Italia portata avanti da Confitarma.

L'articolo votato che interessa l'armamento italiano è il 122a del Basel III, che consente alle banche, se rispettate certe condizioni (tra cui la garanzia ipotecaria di primo grado), di classificare i finanziamenti navali nella classe object finance (High Quality Exposures). In tal caso le banche subirebbero un minor assorbimento di capitale, passando dal 100 all'80 per cento, con relativo beneficio per gli armatori che potrebbero godere di una maggiore disponibilità di credito e a migliori condizioni. Per esempio, se ad oggi per ogni 100 euro di finanziamenti la banca ne impegna 8 di capitale proprio (l'8 per cento), con le nuove regole la banca ne impiegherà 6,4. «Tale nuova norma va accolta in senso positivo anche in relazione ai fabbisogni finanziari degli armatori connessi alla transizione energetica e allo sviluppo delle nuove tecnologie propulsive», afferma Confitarma in una nota.

Ora la discussione si sposterà al trilogo, ovvero la negoziazione tra Commissione europea, Consiglio dell'Unione europea e Parlamento europeo, per essere eventualmente approvato dall'Europarlamento.

L'accordo di Basilea nasce nel 1988. Nella sua prima versione obbligava le banche ad accantonare l'8 per cento del capitale erogato, non investibile in attività creditizia tipica né in attività para-assicurative né in operazioni finanziarie sui mercati mobiliari, al fine di garantire solidità e fiducia nel sistema creditizio. Un assetto che si è poi rivelato limitante e controproducente perché fondamentalmente sbilanciato tra creditore e debitore. Il Basilea III è la versione successiva alla crisi finanziaria del 2007-2008, pubblicata tra il 2010 e il 2011. Definisce, tra le altre cose, nuovi standard di capitale, requisiti di coefficiente patrimoniale più elevati e un requisito di coefficiente di leva finanziaria come misura di back stop. Inoltre, introduce per la prima volta i requisiti patrimoniali basati sul rischio (RWA) nella valutazione del credito e nel tasso di interesse del portafoglio bancario.

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Tag: economia