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23 settembre 2020, Aggiornato alle 19,31
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Infrastrutture

Corridoi europei, Autorità Adriatico meridionale e Ionio insieme per armonizzare la rete ferroviaria

I due presidenti degli enti portuali hanno inviato una nota congiunta al Mit per sollecitare un aggiornamento delle reti TEN-T


Armonizzare i corridoi ferroviari pugliesi. Con questo obiettivo i presidenti delle Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale e dello Ionio, Ugo Patroni Griffi e Sergio Prete, hanno inviato al ministero delle Infrastrutture e Trasporti una nota congiunta per chiedere un intervento finalizzato all'aggiornamento delle reti TEN–T, nell'ambito della revisione del Regolamento Ue, avviata dalla Commissione Europea e programmata nel primo settembre del 2021. I due Presidenti, avviano così l'iter perché gli attuali corridoi lungo la dorsale adriatico-ionica, che interessano la Puglia, siano armonizzati; interessando il ministro affinché possa avviare, a livello europeo, ogni utile iniziativa in aggiunta alle azioni già poste in essere a livello nazionale dallo stesso dicastero. 

L'aggiornamento delle reti TEN-T rappresenterebbe, a parere di Patroni Griffi e Prete, una importante opportunità per i nodi portuali del Mezzogiorno, anche in considerazione dell'attuale scenario dei trasporti nell'area Med e delle nuove sfide globali che richiedono di elevare ulteriormente la capacità del sistema trasportistico nazionale, in ottica intermodale, perché lo stesso agisca come propulsore economico in grado di accrescere la competitività anche nelle regioni del Mezzogiorno. 

La riconfigurazione dei corridoi si potrebbe effettuare attraverso due possibili direttrici: il prolungamento nord-sud del Corridoio Scandinavo/Mediterraneo al tratto Ancona- Pescara- Bari- Taranto- Brindisi, e/o del Corridoio Baltico/Adriatico, che attualmente si ferma a Ravenna, estendendolo all'intero versante adriatico-ionico italiano. In tale percorso, le AdSP del Mare Adriatico Meridionale e dello Ionio stanno, altresì, coinvolgendo le altre regioni del Mezzogiorno, Basilicata e Molise, che sarebbero interessate dalla rivisitazione degli attuali corridoi.
 

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