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13 agosto 2020, Aggiornato alle 19,36
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Coronavirus, le autoscuole chiedono di riaprire. "Non possiamo aspettare dopo l'estate"

L'emergenza sanitaria ha bloccato l'attività di circa settemila aziende del settore in Italia, 600 in Campania


Le auto parcheggiate e le saracinesche abbassate. Dall'inizio di marzo, il lockdown dettato dall'emergenza sanitaria ha bloccato l'attività di circa settemila autoscuole in Italia (600 in Campania) con una media di tre o quattro addetti ciascuna. I tempi e i modi della ripresa sono incerti mentre i costi fissi degli automezzi continuano a pesare sul bilancio aziendale. La categoria lancia dunque l'allarme e chiede al governo e alle Regioni di consentire la riapertura e lo svolgimento delle lezioni pratiche e teoriche, ovviamente adottando tutti i dispositivi di protezione indicati dalle autorità sanitarie. 

"Da due mesi le autoscuole e i loro consorzi hanno veicoli fermi che comportano spese enormi", spiega Rosario Risiti, titolare di un'autoscuola a Napoli. "Dobbiamo fronteggiare costi per i mezzi pesanti con rotture dovute all'inutilizzo. Inoltre ci sono le polizze assicurative che non possono essere sospese, come i costi per i ricoveri dei veicoli, i fitti e utenze varie. Nel momento in cui ripartiremo, per cominciare a fare esami trascorrerà almeno un altro mese per riprogrammare il tutto, considerando che stiamo vicino agli esami di maturità, i ragazzi difficilmente faranno l'esame per la patente, di conseguenza vuol dire incassare a settembre".

La categoria avanza proposte concrete per una rapida ripresa in sicurezza. Distanziamento nelle aule di un metro e mezzo per allievo, utilizzo di mascherine, visiere protettive e guanti, aerazione del locale ad ogni corso con intervallo di un'ora. "Le lezioni di guida – aggiunge Risiti – si dovranno svolgere con un solo allievo per un massimo di 30 minuti con guanti, mascherina e visiera protettiva. Tutto questo considerato che i taxi continuano la loro attività, dove non si è riscontrato contagio (la distanza tra conducente e passeggero laterale o posteriori è minima)". Intanto, fanno sapere le organizzazioni di settore, il bonus di 600 euro non è ancora arrivato e nessun dipendente è stato beneficiato della cassa integrazione. Però le auto rimangono ferme e le saracinesche abbassate.