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09 luglio 2020, Aggiornato alle 18,02
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Coronavirus, il governo: "Nessuna limitazione per le merci"

Il ministero dei Trasporti precisa che l'allargamento della zona rossa alla Lombardia e in 14 comuni di altre regioni non blocca la circolazione di camion e treni. Confetra: "Attendiamo linee guida"


Nessuna limitazione o restrizione al transito delle merci e di tutta la filiera produttiva per le zone coinvolte dalle nuove estese limitazioni alla circolazione approvate per decreto dal governo nella notte tra sabato e domenica. Ci tiene a precisarlo il ministero dei Trasporti, a fronte delle nuove disposizioni scattate in Lombardia e in 14 comuni vicini per combattere l'epidemia di Coronavirus.

In attesa di linee guida sulla movimentazione delle merci, il dicastero guidato da Paola De Micheli chiarisce alcuni punti relativi ai trasfrontalieri e alle merci.

Transfrontalieri
Le limitazioni introdotte oggi non vietano gli spostamenti per comprovati motivi di lavoro. Pertanto, salvo che siano soggettI a quarantena o che siano risultati positivi al virus, i trasfrontalieri potranno entrare e uscire dai territori interessati per raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa. Gli interessati potranno comprovare il motivo lavorativo dello spostamento con qualsiasi mezzo, inclusa una dichiarazione che potrà essere resa alle forze di polizia in caso di eventuali controlli.

Merci
Le merci possono entrare ed uscire dai territori interessati. L'attività degli operatori addetti al trasporto è un'esigenza lavorativa: il personale che conduce i mezzi di trasporto può quindi entrare e uscire dai territori interessati e spostarsi all'interno degli stessi, limitatamente alle esigenze di consegna o prelievo delle merci.

Per la precisione, il decreto stabilisce di «evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori» della Lombardia e delle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti, Alessandria, Verbano Cusio Ossola, Novara e Vercelli, «nonché all'interno dei medesimi territori».

«Il decreto del Consiglio dei ministri adottato questa notte non blocca né trasporti né produzione», precisa Guido Nicolini, presidente di Confetra, in contatto da questa notte con Palazzo Chigi. «È chiaro che tra le ‘comprovate esigenze lavorative' rientrano le attività di imprese non gestibili in remoto o in smart working. Vale per il trasporto merci, le attività logistiche, ma anche per la produzione manifatturiera. Tutto il governo, da Palazzo Chigi a MIT e MISE, ci hanno dato garanzia in tal senso», spiega Nicolini, che resta convinto «che, anche per tranquillizzare i clienti internazionali, una circolare ulteriormente esplicativa e una dichiarazione pubblica diretta della nostra ministra (De Micheli, ndr) o del governo sarebbero di grande aiuto in queste ore di vero e proprio panico commerciale». 

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