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26 febbraio 2021, Aggiornato alle 18,58
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Controlli sanitari al Brennero, Anita: "Chiediamo parità di trattamento per gli autotrasportatori"

L'associazione ritiene che le misure adottate dalla Germania e dall'Austria, che impongono i tamponi ai conducenti del trasporto di merci, vadano in direzione opposta alle raccomandazioni Ue


L'associazione Anita sottolinea il rischio che i serrati controlli sanitari imposti al confine italiano del Brennero possano ritorcersi contro gli autotrasportatori italiani. Il Tirolo è stato classificato "ad altissimo rischio Covid" e la Germania ha imposto un test antigenico con esito negativo per i conducenti dei mezzi pesanti entro le 48 ore precedenti l'ingresso in Germania attraverso il Tirolo. 

Di conseguenza, spiega Anita, il governo del Tirolo ha imposto controlli al confine italiano del Brennero sui mezzi pesanti diretti in Germania e nel Nord Europa, che hanno determinato - già da domenica sera - colonne di veicoli e creato notevoli disagi agli autisti e alle imprese, aggravati dal contingentamento al confine di 40/50 veicoli all'ora imposto dalle autorità tirolesi anche per gli autisti in possesso della certificazione Covid con esito negativo. 

Per evitare danni maggiori, l'A22, in accordo con i competenti ministeri, ha disposto un'azione di filtraggio a Verona per deviare i traffici su Tarvisio, al fine di alleggerire la pressione veicolare sul Brennero, cosa che ha comportato un notevole aumento delle percorrenze di circa 200 chilometri, con conseguenti maggiori costi per le imprese italiane. "Abbiamo fatto il gioco del Tirolo – commenta Thomas Baumgartner, presidente di Anita – che grazie alle azioni di filtraggio e dirottamento del traffico attuate in Italia, ha caricato sul nostro Paese la gestione dell'emergenza, i costi che ne sono derivati e liberato le proprie strade dal traffico di mezzi pesanti". 

Il tema però è ancora più ampio e preoccupante, dice Anita, poiché le misure più restrittive adottate unilateralmente e senza alcun preavviso dalla Germania e successivamente dall'Austria, che coinvolgono anche i conducenti del trasporto di merci finora lasciati fuori dall'obbligo di tamponi, vanno in direzione opposta alle Raccomandazioni Ue sui "green corridor" per la circolazione delle merci al fine di sostenere le economie degli Stati membri, con riflessi umanamente ed economicamente insostenibili. 

"L'Italia finora ha rispettato dette Raccomandazioni, tuttavia – conclude Baumgartner - se effettivamente le suddette decisioni sono motivate da reali esigenze sanitarie, chiediamo allora che anche il nostro Paese adotti analoghe misure per i veicoli provenienti dal Tirolo per assicurare la necessaria sicurezza sanitaria e parità di condizioni. In caso contrario, a salvaguardia dei nostri autisti e delle nostre imprese, non possiamo escludere l'interruzione dei servizi verso il Nord Europa". Anita, In considerazione della gravità del momento, ha chiesto al governo un incontro urgente.