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30 settembre 2020, Aggiornato alle 20,26
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Infrastrutture - Logistica

Continua a cresce il rail cargo tra Cina ed Europa. Ed è solo l'inizio

Spinto anche dal calo del cargo aereo, nella prima metà dell'anno il traffico è cresciuto del 65 per cento. A giugno è raddoppiato. La logistica continentale eurasiatica si fa sempre più digitale e ramificata. È la "via della seta"

(utlc.com/en)

di Paolo Bosso

La pandemia mondiale, il lockdown e la crisi economica stanno trasformando interi settori produttivi. Il trasporto aereo ne sta uscendo ridimensionato, con conseguenze notevoli sulla logistica e il trasporto delle merci tra un continente e l'altro. È il caso del trasporto ferroviario, in cui sta convergendo parte del cargo aereo bruciato negli ultimi mesi, anche se questa non è la sola causa di una crescita importante iniziata da diversi anni e per ragioni più complesse. Nella prima metà di quest'anno il traffico via treno tra Cina ed Europa è cresciuto del 65 per cento. Sono numeri alti che indicano, più che una crescita esponenziale, la nascita di un nuovo vettore logistico che nei prossimi anni si consoliderà sempre di più.

Nel mese di giugno, rispetto a giugno 2019, il traffico Cina-Europa è raddoppiato. A luglio sono stati movimentati 54 mila teu, il 76 per cento in più di luglio 2019. Nello stesso mese, il traffico proveniente dall'Europa è cresciuto dell'80 per cento raggiungendo i 15 mila TEU. Negli ultimi sette mesi, tra Europa e Cina in entrambi i sensi, sono stati movimentati complessivamente 277 mila teu, crescendo del 67 per cento. Questa è la "via della seta".

Come la profonda digitalizzazione in atto tra compagnie ferroviarie russe, bielorusse e kazake, a loro volta collegate infrastrutturalmente alla Cina. Partner come Digital Logistics, Cargo Logistics, Russian Railways, TransContainer, Maersk, IBM, stanno implementando le comunicazioni per creare un'unica rete di trasporto che possa spostare merce a gran velocità e sempre più massicciamente. A fare da guida "transfrontaliera" europa, la United Transport and Logistics Company – Eurasian Rail Alliance, una joint con sede a Mosca fondata dalle ferrovie di Stato di Russia, Bielorussia e Kazakhstan. Una piattaforma a cui sono collegate oltre 80 aziende, di cui 72 operatori specializzati in rotabili, tre terminalisti, cinque compagnie marittime e sei caricatori.

Un traffico che, per la provenienza stessa dei prodotti, è orientato in westbound, ma è destinato a crescere anche quello tra Europa e Asia, tramite operatori con le spalle grosse come Maersk che qualche giorno fa ha reso permanente un servizio ferroviario settimanale in eastbound.

Attualmente una spedizione aerea è poco affidabile, con le tariffe che vanno su e giù, rispetto al trasporto ferroviario. Sono due tipologie di trasporto che si somigliano, per tipo di carico a bordo, molto più tra loro che ciascuna rispetto al trasporto marittimo, fondato su economie di scala che non sono fisicamente raggiungibili da un treno o un aereo. «Alcuni operatori stanno passando dal mare alla ferrovia, altri dall'aereo al mare, ma forse del totale soltanto il 10, 15 per cento proviene dal cargo aereo», sottolinea a The Loadstar Tony Cole, capo Supply Chain di Davies Turner.

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