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24 settembre 2018, Aggiornato alle 17,23
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Conftrasporto, ecco il Manifesto per una politica marittima unitaria

Un percorso al'insegna dell'integrazione è quello tracciato dal Paolo Uggè per affrontare le trasformazioni epocali del settore


In una fase di grandi cambiamenti, il mondo della portualità e il cluster marittimo in generale hanno bisogno di tracciare un percorso comune per evolvere in modo coerente, fissando regole e priorità per sfruttare le potenzialità di un settore che va compattato. Sono necessità che richiedono azioni concrete, magari ispirate ad un vero e proprio "Manifesto per una nuova politica marittima italiana e per un nuovo profilo di rappresentanza associativa" come quello presentato da Paolo Uggè nel corso del Forum Internazionale di Confcommercio e Conftrasporto.

"Il Settore marittimo mondiale – si legge nel Manifesto - sta vivendo una trasformazione epocale, le politiche comunitarie si stanno indirizzando sempre di più verso una integrazione complessiva delle attività e delle politiche per il Mare. La recente riforma portuale e il Piano Strategico Nazionale della portualità e della logistica, introducono un maggior coordinamento delle decisioni strategiche in materia, richiedendo, quindi, una maggiore e più profonda sinergia tra associazioni, operatori e imprese del settore, il sistema logistico italiano dovrà sempre più trovarsi preparato per le sfide e le esigenze che le dinamiche internazionali presentano".


Il documento illustrato dal presidente di Conftrasporto Uggè ribadisce inoltre che "un approccio unitario dell'intero Sistema marittimo e del settore logistico nazionale è l'unico strumento in grado di valorizzare non solo le singole componenti ma l'intero comparto. Siamo di fronte non a una stagione conclusiva di riforme ma bensì a un inizio di una possibile rivoluzione. La vera grande sfida dei prossimi anni riguarderà gli effetti dei cambiamenti radicali imposti dalla elaborazione, da parte dei singoli paesi europei, dei piani di gestione dello spazio marittimo che dovranno essere realizzati entro il 31 marzo 2021. Sviluppo e sostenibilità verranno affrontati congiuntamente e in modo decisamente innovativo, più che resistere ai cambiamenti bisognerà essere in grado di anticiparli ed interpretarli".


Uno scenario che determinerà il superamento delle politiche settoriali, per dar vita "a una visione integrata che avrà bisogno di una capacità politica nuova e di una rappresentanza associativa profondamente diversa rispetto a quella che ha caratterizzato in maniera tradizionale il settore. Occorrerà un ambito marittimo allegato capace di dialogare unitariamente con la logistica terrestre". A questo proposito, nel Manifesto si sottolinea che il "lavoro svolto dalle organizzazioni di categoria si gioverebbe molto di un comune contesto di confronto e coordinamento delle attività che coinvolga l'intera filiera marittima e portuale".


Nel corso del Forum, il tema dell'integrazione è stato sollevato, tra gli altri, anche dal direttore delle Relazioni Istituzionali di Msc, Luigi Merlo. "L'attuale rappresentanza associativa non è più adeguata per affrontare le nuove esigenze del mercato - ha detto Merlo -. È un tema-chiave se si crede nello sviluppo della portualità italiana. Oggi c'è un tema di rappresentanza di cluster che non si misura più sul +1%, +2% dei traffici, ma sull' efficienza complessiva del sistema".